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Milo: il premio “Angelo Musco”

31 Ago

“C’era una volta Angelo Musco”, l’attore catanese di umile estrazione sociale che – come nelle più classiche delle commedie a lieto fine – da semplice aiutante nel teatro tradizionale dei pupi siciliani divenne uno degli attori comici più talentuosi degli anni’30; un talento che Martoglio e perfino Pirandello vollero omaggiare, scrivendo per lui opere del calibro de “L’aria del continente” e “Liolà”. E c’è ancora Angelo Musco, dato che la sua storia e il suo messaggio rivivono grazie al Comune di Milo che – in collaborazione con l’Università di Catania – organizza ormai da 5 anni il Premio “Angelo Musco” nella suggestiva ambientazione dell’Anfiteatro Comunale di Milo. Qui, il 6 agosto un pubblico attento e straordinariamente numeroso ha assistito ad un evento in cui la cultura è stata rappresentata realmente in tutte le sue forme.

A scandire il ritmo della serata si sono prestate le note dei “Beans”, mentre Salvo La Rosa ha orchestrato e diretto i compositi momenti dell’evento. Ma protagoniste assolute della serata sono state le due “arti sorelle” – quella letteraria e quella teatrale – ad ognuna delle quali sono stati riservati diversi premi in omaggio al talento di autori, attori e compagnie teatrali emergenti.

Dato il peso e la storia dell’ispiratore del prestigioso premio, la sezione che ha riservato più sorprese ed emozioni è stata quella teatrale. Al concorso hanno partecipato ben 40 compagnie amatoriali, tra cui la “NCT il Canovaccio” di Leonforte con uno dei lavori più originali e coraggiosi del suo repertorio: “La Lettera di mammina” di Eduardo De Filippo. Un’originalità che non è sfuggita alla Giuria Tecnica dell’evento – presieduta dall’Avv. Vincenzo Zappulla (Presidente dell’Istituto Storia dello Spettacolo Siciliano) – che ha conferito a Sandro Rossino il premio per la miglior regia con la seguente motivazione: “La cura registica dello spettacolo La Lettera di mammina ha valorizzato tutto il contesto scenico, che ne è risultato in coerente simbiosi con una commedia di forte comicità di situazione”. Provando a dare un’interpretazione che illumini anche noi non addetti ai lavori, ad essere apprezzata è stata la sperimentazione – a volte portata al limite del paradosso, mai esagerato – che ha spinto Rossino a chiedere aiuto nientemeno che all’avanspettacolo valorizzare una delle trame più tradizionali del teatro comico italiano. Fatta salva, infatti, la comicità disillusa e, talora, drammatica di De Filippo, nella Lettera di Mammina della NCT Il Canovaccio, irrompono luci e motivetti da varietà e perfino coreografie eseguite in modo stravagante dai poliedrici attori leonfortesi. Se la storia di Angelo Musco affascina soprattutto per il suo essere stato un autodidatta, spinto al successo solamente dalla volontà e dal talento, il riconoscimento prestigioso dato alla compagnia leonfortese vale ancora di più, dato che come spiega Rossino: “la NCT il Canovaccio è riuscita ad affermarsi in uno dei premi più importanti del Teatro Siciliano raccogliendo i frutti dei suoi primi dieci anni di attività, colorati di unione, sacrificio e passione”.

Un successo corale, dunque, sottolineato inoltre dalle nominations che la stessa giuria ha conferito come Attori Non Protagonisti ad Alessandro Todaro (nel ruolo di Riccardo dei Baroni Mesti) e a Sonia Inveninato (nel ruolo di Teresa). Se volessimo avventurarci anche nell’interpretazione di questi riconoscimenti, non potremmo che farlo, ancora una volta, alla luce dell’esempio fornito dal Musco, famoso soprattutto per la sua interpretazione psicologica dei personaggi, che nel caso dei soggetti portati in scena da Todaro e Inveninato ha richiesto un notevole sforzo di crescita personale e professionale, premiato dalle due nominations.

Se lo spirito della manifestazione è, dunque, quello di incoraggiare i talenti emergenti, invitandoli a scommettere sulle proprie idee e originalità, nonostante il poco spazio dato oggi alla cultura, come spiega il Presidente della Compagnia Alessandro Todaro questo successo: “Ci rende davvero orgogliosi perché abbiamo ottenuto dei riconoscimenti alla nostra attività, credendo sempre fermamente che per arrivare a raggiungerne qualcuno, sarebbe stato necessario costruire la nostra realtà lentamente, puntando tutto sulle nostre forze e accettando le tante porte in faccia ricevute”.

CataniaPolitica – Il quotidiano online di Catania

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