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Caro libri, salasso alle superiori: una classe su due sfora il tetto

01 Set
Libri scolastici usati
Tetti di spesa sforati in una classe su due alle superiori. In molte scuole i paletti imposti dal ministero al costo complessivo dei libri di studio sono saltati. Il Messaggero ha analizzato un campione di sessanta classi fra Roma, Palermo, Torino, Firenze, Milano da cui emerge che nel 50% dei casi non sono state rispettate le regole. Si va da sforamenti di pochi euro a oltre cento. Nella Capitale la tendenza è più diffusa, soprattutto nei licei e nelle scuole più ambite. I tecnici e i professionali sono più rispettosi delle regole.
Rispetto al passato gli sforamenti sembrano comunque più contenuti e le classi dove il limite viene superato di 50 o 100 euro sono in calo. Ma il problema resta e rischia di tenere fuori da indirizzi liceali e scuole di pregio chi ha meno soldi. Per entrare in una quarta ginnasio o in una prima dello scientifico (quest’ultima è ambitissima) ci vogliono ormai fino a oltre 500 euro se si tiene conto dei vocabolari. E i famosi libri in formato misto (carta più contenuti elettronici) non stanno dando una mano alle famiglie come promesso dal ministro Gelmini. Nel 2008 la legge 133 ha imposto la transizione al libro tutto elettronico o almeno misto entro il 2012 per «potenziare la fruibilità a costi contenuti dei testi». Ma i libri digitali costano come quelli di prima, se non di più, perché, spiega Michele Lessona, presidente del Gruppo Educativo dell’Associazione italiana editori, «hanno un alto costo di produzione». I prof, comunque, si sono aperti all’innovazione: se i testi in formato solo elettronico non coprono nemmeno l’1% delle adozioni, quelli misti sono ormai l’80% alle superiori e il 95% in prima media.

Ma la stangata resta e fra moduli, moduletti, cd-rom e dvd usufruire dell’usato è difficile. Ci sono classi come la Prima A del liceo Avogadro di Roma dove solo per i testi i genitori dovranno spendere 423 euro contro i 315 massimi previsti dal ministero. Fanno 108 euro in più, vocabolari esclusi. Nello stesso liceo, in Prima C, se ne spendono 403 per i libri per cui è richiesto l’acquisto, poi c’è un testo consigliato che porta più su il conto di 30 euro. Il testo consigliato è spesso l’escamotage per non alzare la spesa complessiva o tenerla ai bordi dei limiti ministeriali. Al liceo Morgagni di Roma diverse classi sono sul filo dello sforamento e hanno due o più testi che sono indicati come consigliati. Al liceo Tasso, sempre a Roma, in Prima A, un terzo anno, la lista della spesa ammonta a 412 euro contro i 376 previsti dal ministero. Al Berchet di Milano c’è la regola della trasparenza: gli elenchi sono on line con prezzo finale in chiaro ed entro i limiti ministeriali.

All’Albertelli di Roma diverse classi superano i paletti con sforamenti fra i 13 e i 37 euro. Spese in eccesso più contenute allo scientifico capitolino Righi dove in alcune sezioni si sfora di 15 euro così come al Pasteur, si arriva a 74 al Kennedy. «Difficilmente i libri potranno costar meno – chiude Lessona-. Intanto molte case editrici sono in crisi con i lavoratori in mobilità. O si allarga il tetto di spesa o lo Stato dà qualche soldo alle scuole per comprare loro i libri e prestarli ai ragazzi».

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