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Catania: “Salviamo il prestigioso Convitto Cutelli!”.

10 Set

A sollevare il caso è il prof. Giuseppe Adernò, presidente dell’Associazione delle scuole autonome della Sicilia

aderno_primopianoCi scrive il presidente dell’Associazione delle scuole autonome della Sicilia (ASASI) di Catania, Giuseppe Adernò (nella foto), che tra l’altro è uno dei dirigenti scolastici più apprezzati, per segnalare il caso dello storico Convitto nazionale “Mario Cutelli” a rischio accorpamento, e quindi chiusura, a causa degli effetti della normativa sul dimensionamento scolastico.

Qui di seguito, vi proponiamo per intero la lettera del prof. Giuseppe Adernò.

“Salviamo il Convitto Cutelli.

Apprendo la positiva mobilitazione che il Comune di Caltagirone ha attivato per salvare e garantire l’autonomia scolastica al glorioso Istituto d’arte per la ceramica, unico nel meridione e ricco di storia e di sviluppo economico, feconda intuizione  politica e culturale di don Luigi Sturzo.

Come mai la Provincia ed il Comune di Catania non si interessano altrettanto del glorioso Convitto Nazionale “Mario Cutelli” inopinatamente escluso dalla mobilità professionale e quindi rimasto senza preside titolare e per quest’anno avrà  un preside “reggente” in attesa della tragica fine delle scuole sottodimensionate?

Come si legge nel sito on line “Aetananet”, che pubblica notizie del mondo della scuola, il convitto Cutelli che vanta 223 anni di storia,  è la prima scuola della Sicilia, e di Catania, fondata dal conte Mario Cutelli nel 1779 per l’educazione e la formazione culturale nelle discipline del diritto e della retorica, riservato prima ai rampolli delle nobili famiglie e poi aperto come “regio collegio” ai cittadini di Catania.

Si ritiene che il Convitto non debba  morire, né dovrà essere accorpato ad altre istituzioni, anzi dovrà crescere ed aumentare il numero degli allievi che sono 450, motivo per cui, non superando i 500 alunni, è stato  considerato “sottodimensionato”.

I numerosi ex allievi, ora docenti universitari e professionisti affermati, facciano sentire la propria voce in difesa dell’autonomia scolastica del  glorioso Convitto Cutelli e l’Amministrazione comunale si attivi perché non si perda un prezioso gioiello di famiglia qual è, appunto, il glorioso istituto con il cortile settecentesco e la splendida sala del Vaccarini.

Come ha scritto Fioretto su Aetnanet:  la scure del  dimensionamento scolastico  dovrà essere usata  per tagliare i rami secchi e  non  gli alberi secolari, ricchi di storia e di cultura. 

ManganiSotto l’Etna condizioni di lavoro terribili e fuori legge, in ambienti scelti in modo assurdo. Lo denuncia la Uil Fpl all’interno di un dettagliato dossier inviato alle Autorità competenti. Che da anni “dormono”.

Scandalo nel corpo dei vigili urbani di Catania: un dossier del sindacato Uil Fpl (Federazione Poteri Locali), corredato di foto, è stato approntato per denunciare –sottolineano gli autori del documento- le “allarmanti condizioni lavorative” in cui sono costretti ad operare i vigli urbani di Catania.

Gli agenti di polizia municipale –evidenzia l’organizzazione sindacale di categoria, guidata da Stefano Passarello- sono “vittime di una situazione allo stesso tempo tragica e grottesca con evidenti violazioni della normativa sulla sicurezza, che nessuno ha mai deciso o saputo valutare con la dovuta attenzione, senza aver profuso l’impegno necessario al fine di porvi rimedio”.

Il “Rapporto sul Corpo (di Polizia Municipale) abbandonato” è stato inviato dal direttivo provinciale della Uil Fpl al Prefetto e ai responsabili delle forze dell’ordine, al sindaco, ai presidenti del consiglio comunale e della terza commissione consiliare, all’Inail e all’Ispettorato del Lavoro, al Comando del nucleo ecologico dei carabinieri. E ancora al Ministro del lavoro e della sanità, alla Corte dei Conti e alla Commissione parlamentare europea per la sicurezza sul lavoro. A firmarlo, oltre a Stefano Passarello e al segretario organizzativo Tommaso D’Amico, i componenti del direttivo provinciale Uil Fpl Filippo Parlacino, Calogero Cipolla, Maurizio Gambera, Claudio Cosma, Carmela Gialli, Massimo Cagnes, Enza Fagone Buscimese.

Nel documento, che ricorda come “innumerevoli missive sono state indirizzate al comandante del corpo di polizia municipale di Catania, dott. Alessandro Mangani (nella foto), ma senza alcun riscontro”, si definisce “incomprensibile” la scelta dell’amministrazione comunale di spostare la gran parte degli uffici della Polizia Municipale nell’ex scuola media Ungaretti, ubicata in una zona estremamente periferica qual’ è il quartiere di Nesima.

La Uil Fpl, nel sottolineare “l’inaccettabile condizione dei luoghi e l’assoluta, illecita, inosservanza dei più ortodossi canoni della sicurezza sui luoghi di lavoro”, ricorda i doveri del datore di lavoro verso il personale “esposto al rischio per la salute e la sicurezza” e contesta “l’atteggiamento di chiusura del comandante della Polizia municipale, che ci lascia sconcertati e delusi”. Il Rapporto, quindi, definisce “inadeguati a ospitare qualsivoglia attività lavorativa i locali del plesso scolastico Filippo Corridoni, sede del Comando”. Fra l’altro, il sindacato sottolinea che si utilizza parte della scuola “i cui locali cantinati sono letteralmente privi della necessaria aerazione e illuminazione, eppure usati come uffici di recezione del pubblico”. E se qualcuno dovesse farsi male o avere riflessi sulla salute? Chi pagherebbe?

E l’Ufficio Sin-Sistema Informatico Notifiche e la Rimessa? Si appoggiano alla “Ungaretti”. E come vanno le cose? “Sono locali –denuncia la Uil Fpl- già dichiarati inidonei dai vigli del fuoco, oltre a possedere un’accessibilità precaria e di difficile fruizione per l’utenza. Il personale, privo dei prescritti dispositivi di sicurezza e di protezione, è costretto a operare, specie nelle ore notturne, con alto rischio per la propria personale incolumità”. E i servizi essenziali di viabilità? Si tratta di mansioni che dovrebbero essere assolte almeno in coppia. Che succede, invece? “Per carenze di personale vengono spesso svolti da una sola unità mentre tutti gli altri servizi, in particolare quelli ove è necessaria la presenza di una forza lavoro adeguata come le giornaliere attività di antiabusivismo in corso Sicilia, vengono espletati con personale estremamente ridotto e, pertanto, con elevati rischi per l’incolumità degli stessi addetti, oltre che con risultati conseguentemente assai modesti”.

Di qui, una precisa presa di posizione della sigla sindacale: “sollecitiamo i prescritti controlli di legge, al fine di individuare i soggetti che fino ad ora hanno permesso l’esistenza e permanenza di questa intollerabile e grottesca situazione, accertandone eventuali responsabilità penali, civili e amministrative”.

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