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Palermo: Villa Filippina, il Festival della Legalità

30 Set

Sette giorni di dibattiti, proiezioni, mostre, incontri. Con un unico filo conduttore: la lotta alla criminalità. Torna a Palermo per il quarto anno consecutivo il “Festival della legalità”. Dal 3 al 9 ottobre, nella splendida Villa Filippina di Palermo, in piazza San Francesco di Paola, magistrati, giornalisti, imprenditori, studenti, artisti ed esponenti di associazioni antiracket racconteranno e ascolteranno storie e aneddoti di mafia e antimafia. La quarta edizione del “Festival della Legalità” vanta, quest’anno, per l’elevato profilo culturale, il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. La kermesse si snoderà secondo la consueta formula fatta di incontri mattutini con i ragazzi delle scuole. Tante le novità, tra cui una rassegna cinematografica dal titolo “Mafia da ridere” e la consegna del “Premio Mario Francese” intitolato al giornalista ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979, evento di punta di questa quarta edizione. E dulcis in fundo due mostre che parleranno di legalità attraverso il linguaggio dell’arte. Per il secondo anno consecutivo, e per tutta la durata dell’iniziativa, Villa Filippina ospiterà infine il “Villaggio della Legalità”, organizzato dal comitato Addiopizzo: uno spazio dedicato ai commercianti che non si sono piegati al racket, che esporranno i loro prodotti. Presente anche Libera con i suoi prodotti e gadget.

LE MATTINE DELLA LEGALITA’

Le mattine del Festival sono dedicate agli studenti delle scuole palermitane di secondo grado, protagonisti attivi di confronti aperti con giornalisti, magistrati, imprenditori, artisti ed esponenti di associazioni antiracket. Tanti gli ospiti. Si comincia il 3 ottobre con il dibattito moderato dal giornalista Claudio Reale dal titolo “Denunciare conviene”: come e perché opporsi al racket in una Palermo lontana dagli anni di Libero Grassi. Interverranno il presidente di Confindustria Palermo Alessandro Albanese, il suo omologo di Confcommercio Roberto Helg, il dirigente generale dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo – Dipartimento Turismo Marco Salerno, il responsabile Territorio Sicilia di Unicredit Roberto Bertola, Daniele Marannano del comitato Addiopizzo, il presidente di Confesercenti Sicilia Giovanni Felice, il comandante provinciale dei carabinieri Teo Luzi e il vicequestore vicario Maurizio Agricola.

Martedì 4 ottobre Massimo Costa, presidente del Coni Sicilia, parlerà del ruolo dello sport nella promozione della legalità con Leonardo Guarnotta, presidente del tribunale di Palermo. Tra i presenti, alcuni atleti d’eccellenza dello sport isolano tra cui Alexandra Araujo (Medaglia d’oro nella pallanuoto alle Olimpiadi di Atene) e Giovanni Lupo (medaglia d’argento al Campionato italiano junior 2010 di taekwondo). Al termine del dibattito dal titolo “Lo sport è legalità”, moderato dal giornalista del Tgr Rai Roberto Gueli, gli studenti potranno assistere alle performance di atleti professionisti, dal tiro con l’arco alla scherma, dal tennis da tavolo alla danza sportiva, dal badminton al calcio, dal rugby al taekwondo, dalla pallavolo al tiro a segno. Uno sportello informativo, inoltre, consentirà ai ragazzi di documentarsi sulle federazioni sportive e sui corsi effettuati durante l’anno scolastico.

Mercoledì 5, nel corso dell’incontro “Mafia da ridere” si cercherà di smitizzare la criminalità organizzata, per troppo tempo protetta da un’aura di intoccabilità, ridicolizzando il fenomeno mafioso così da fargli perdere credibilità agli occhi di chi continua a sentirsene “affascinato” e attratto. Al dibattito, moderato dal giornalista Riccardo Lo Verso, prenderanno parte Antonio Di Stefano e Lino Buscemi, autori del libro “Signor giudice, mi sento tra l’anguria e il martello”, il giornalista Enzo Mignosi, autore del libro “Cose loro”, e il procuratore aggiunto Antonio Ingroia.

Giovedì 6 ottobre, invece, il tema del dibattito sarà “Piccole storie di maleducazione quotidiana”, con l’obiettivo di mettere a fuoco come la legalità viva anche nei piccoli gesti di ogni giorno, nel rispetto delle norme più spicciole, a partire da quelle del codice della strada. All’incontro, moderato dal giornalista Salvo Toscano, interverranno il comico Sasà Salvaggio, le “Iene” Pif e Le Malerbe, il questore di Palermo Nicola Zito e il comandante provinciale della guardia di finanza Stefano Screpanti.

Il calendario dei dibattiti si chiude il 7 ottobre quando si parlerà di “Giornalismo d’inchiesta” nel ricordo di Giuseppe D’Avanzo, il cronista di punta de La Repubblica recentemente scomparso. All’incontro, moderato dal giornalista Claudio Reale, parteciperanno alcuni tra i giornalisti siciliani più in vista: Franco Viviano ed Enrico Bellavia de La Repubblica, Riccardo Arena del Giornale di Sicilia, Giancarlo Licata giornalista Rai, Giorgio Bongiovanni di Antimafia Duemila e Franco Castaldo di Grandangolo.

RIDERE DELLA MAFIA: OGNI SERA UN FILM SU COSA NOSTRA

Una risata li seppellirà. Boss, estorsori, capi e gregari: basta smitizzare il mito di Cosa nostra perché essa appaia per quella che è, niente più che un’organizzazione ridicola e grottesca. Nasce da questa idea la rassegna “Mafia da ridere”, che animerà le serate del Festival della Legalità: in programma quattro film che ritraggono i boss appunto in vesti comiche o grottesche con il meglio del cinema italiano, da Roberto Benigni a Ficarra e Picone. L’appuntamento è fisso: da lunedì 3 a giovedì 6 ottobre, ogni sera alle 21 Villa Filippina ospiterà una proiezione.

Il primo film in programma è “Tano da morire” di Roberta Torre, un musical sui generis ispirato a una storia vera, quella del macellaio palermitano Tano Guarrasi, boss della Vucciria ucciso nel 1988, ma resa grottesca dalla narrazione musicale. Martedì 4 ottobre sarà la volta di un altro grandissimo successo, “Johnny Stecchino” di Roberto Benigni, una divertente commedia degli errori nella quale Dante, un ingenuo fiorentino, prende il posto di Johnny Stecchino (entrambi interpretati da Benigni), pentito di mafia. Mercoledì spazio alla comicità tutta palermitana di Salvo Ficarra e Valentino Picone con “La matassa”: il film, che due anni fa ha tenuto banco nelle sale cinematografiche, racconta la storia del gestore di un albergo (Salvo Ficarra) e di suo cugino (Valentino Picone) alle prese con un’estorsione. Giovedì 6 ottobre un salto nel cinema anni Sessanta con “I due mafiosi”, film del 1964 con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, incaricati da un boss di consegnare una valigetta a Parigi.

Venerdì 7 ottobre, fuori rassegna, saranno invece proiettati due docu-film realizzati in collaborazione con la Filmcommission della Regione Siciliana: “Schiaffo alla mafia” di Stefania Casini e “Mettersi a posto – Il pizzo a Palermo” di M. Battaglia – G. Donati – L. Schimmenti – A. Zulini.

DUE DIBATTITI E UN PREMIO PER COMMEMORARE MARIO FRANCESE

Un’intera giornata per ricordare Mario Francese, per ripartire dalla sua esperienza alla ricerca di una nuova epoca d’oro del giornalismo. Sabato 8 ottobre il Festival della Legalità, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, ospita il premio “Mario Francese”, intitolato alla memoria del cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. Un’occasione per ricostruire le tessere della memoria, riprendere in mano oltre trent’anni di silenzi e misteri sull’omicidio del cronista siracusano e interrogarsi sui doveri della professione giornalistica. Si comincia la mattina con la presentazione del libro “Il quarto comandamento” di Francesca Barra. All’incontro-dibattito parteciperanno l’autrice, vincitrice dell’edizione 2010 del premio, il consigliere dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia Riccardo Arena, il magistrato Laura Vaccaro e Giulio Francese, primogenito di Mario Francese e giornalista. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Roberto Puglisi. Piatto ricco anche per la sera. A partire dalle 21, infatti, verrà consegnato il premio “Mario Francese”, attribuito dall’Ordine dei giornalisti e dalla famiglia del cronista a un giornalista che si è distinto nella professione nel corso dell’anno. A seguire si terrà un talk show dal titolo “Mario Francese – Il perché del silenzio”, moderato dai giornalisti Salvo Toscano e Tiziana Martorana: parteciperanno Francesca Barra, Felice Cavallaro, Vittorio Corradino, Franco Nicastro, Salvo Palazzolo e il vincitore del premio. Nel corso della serata l’attore Alessio Vassallo leggerà un monologo tratto dal libro di Francesca Barra, Silvia Francese, nipote di Mario, leggerà il racconto dedicato al nonno tratto dal volume “La scelta” (Novantacento edizioni) e l’armonicista Giuseppe Milici eseguirà alcuni intermezzi musicali. Per ricordare in parole e in musica l’operato di un grande siciliano.

LA LEGALITA’ IN MOSTRA

Nell’ambito del Festival della Legalità sono previste due esposizioni temporanee. La mostra “Una vita in cronaca. Per rompere il silenzio” è dedicata al cronista di giudiziaria Mario Francese, ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. Foto, cronache e commenti si alternano in 31 pannelli che illustrano la sua vita come uomo e come professionista. L’installazione è curata dalla famiglia Francese. La seconda esposizione dal titolo “Maphiart – Le arti visive contro la mafia”, allestita per la prima volta e curata dall’associazione Nomos, è invece concepita come uno spazio concreto nell’ambito del quale giovani artisti emergenti provenienti da tutto il mondo mostrano, attraverso le varie forme artistiche e senza censure, i sentimenti e le espressioni suscitate dalla dura e ignobile realtà della mafia. Ne scaturisce un movimento culturale e sociale che, con energia, realizza un’“anti-mafia”, ovvero uno spazio nell’ambito del quale trovano libertà di espressione le forze di una società sana ed evoluta.

L’ingresso a Villa Filippina in occasione degli appuntamenti della 4^ edizione del Festival della Legalità è libero.

INFO: Tel. 091.6116565 – Cell. 346.9589139

Segui video e aggiornamenti su http://www.villafilippina.it e http://www.livesicilia.it

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