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Unicef, rapporto internet e bambini

04 Feb
Sicurezza nel mondo reale e in quello virtuale, ecco cosa aupica Gordon Alexander, direttore del Centro di Ricerca UNICEF – Innocenti Research Center,  nelle conclusioni del rapporto  “La sicurezza dei bambini online: sfide globali e strategie” pubblicato nel dicembre 2011.

“La rapida crescita del mondo online ha ampliato i rischi di reato di abuso e sfruttamento sessuale per i bambini” ha affermato Alexander “Dobbiamo esserne consapevoli e adottare misure più adeguate, rispettando i diritti dei bambini di esplorare l’ambiente online e sfruttare le potenzialità offerte dalla tecnologia”.

Il rapporto si muove sul doppio binario opportunità e rischi, partendo proprio dalla crescente diffusione del web nei paesi in cui la conoscenza delle nuove tecnologie è ancora agli albori. Basta pensare per esempio al Brasile dove, negli ultimi 3 anni il numero di bambini sopra i 10 anni connessi ad internet è cresciuto del 75%, oppure al Nepal dove nel 2009 l’80% degli adolescenti utilizzava la rete. Mentre l’Africa sub-sahariana ancora indietro nell’uso di internet e ferma all’11% sta conoscendo una crescita esponenziale grazie agli internet point e ai telefoni cellulari.

E’ la carenza di conoscenza delle nuove tecnologie da parte dei genitori unita a situazioni economiche problematiche a esporre maggiormente i bambini agli adescamenti e alle molestie on line.

La ricerca realizzata in collaborazione con il Child Exploitation and Online Protection Centre (CEOP) nel Regno Unito non si limita a sottolineare rischi e opportunità legati all’utilizzo da parte dei più piccoli delle nuove tecnologie ma indica possibili soluzioni per la messa in sicurezza dei bambini on line.

Sono emerse infatti quattro linee guida per proteggere adolescenti e bambini dai pericoli on line:

responsabilizzazione dei bambini per proteggersi

rimozione delle impunità per chi commette abusi

riduzione della disponibilità e della possibilità di accedere in rete a situazioni di  rischio

protezione e supporto per le vittime.

La responsabilizzazione dei bambini è un passo molto importante visto che si muovono nello spazio virtuale con una naturalezza sconosciuta agli adulti di oggi in special modo i loro genitori e  insegnanti e visto che, come si sottolinea nelle conclusioni del rapporto, saranno i genitori di domani avranno sicuramente un rapporto meno preoccupato nei confronti delle nuove tecnologie anche se con la velocità con cui la tecnologia si sviluppa arriveranno probabilmente nuovi motivi di preoccupazione.

Nell’immediato è necessario per Unice IRC l’impegno dei governi nazionali per proteggere i ragazzi: infatti su 196 Paesi esaminati, solo 45 hanno una legislazione sufficiente a combattere i reati di abusi delle immagini di bambini. Non solo, accanto agli interventi dei governi, devono fare la loro parte anche genitori, insegnanti, operatori sociali, polizia e aziende private del settore ICT nel sostenere i giovani internauti.

“L’accesso alla conoscenza, la partecipazione, il tempo libero e il gioco sono diritti fondamentali di tutti i bambini come enunciato nella Convenzione sui Diritti del Fanciullo” scrive nelle conclusioni del rapporto Gordon Alexander, direttore dell’Ufficio di Ricerca UNICEF, “E’ una nostra responsabilità collettiva assicurare questi diritti a tutti i bambini nei due mondi attuali sia quello virtuale che quello reale.” (Francesca Conti)

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