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Università di Catania: tasse alle stelle per gli studenti

16 Mar

Il costo sta diventando insostenibile per tutti, ma i piani alti se ne fregano

Forse studiare alla Bocconi adesso costa meno che farlo all’Università di Catania: in questi giorni gli studenti etnei si sono ritrovati sui propri account del Portale Studenti del sito http://www.unict.it la seconda e la terza rata da pagare; la prima entro il 31 di marzo e la seconda entro il 31 di maggio. Arrivano i cosiddetti MAV e chi ha già controllato la cifra da pagare è caduto dalla sedia, qualora non fosse già in piedi.

Già, perchè l’aumento è stato fortissimo, circa il 38% rispetto agli anni passati. Chi non ha nulla o quasi da dichiarare si ritrova un massimo di 120 euro da pagare entro maggio, ma i dolori arrivano per chi ha un reddito medio, quello percepito da un medio impiegato-padre di famiglia. Lì la situazione diventa insostenibile… il suddetto genitore si troverà a pagare entro maggio circa una mensilità del suo stipendio.

Ecco il prospetto delle tasse, reddito per reddito, nelle 29 fasce stabilite secondo il regolamento del 2010/2011:

Guardate e dite se non è vero che ormai ci si trova al paradosso… Come si fa a trovare tutti questi soldi?

Per di più il prossimo 22 marzo ci sarà una consultazione pubblica sul sito del Ministero dell’Istruzione sulla “eliminazione del valore legale della laurea”. Rimane da buttare tutto alle ortiche… perchè se la laurea non dovesse avere più un valore legale, tutti gli studenti si ritroveranno a studiare e a pagare per un qualcosa che non ha motivo più d’esistere e che avrà meno peso di quello avuto fino ad oggi per gli scopi lavorativi.

Ma stiamo scherzando o cosa? Cioè si pagano tasse con una cifra esorbitante per avere un pezzo di carta che rasenta l’hobby? Ma si può sostenere tutto questo?

Senza parlare poi della preparazione e dei servizi agli studenti, i siti di facoltà sono inaffidabili, i professori introvabili anche ai ricevimenti, se desideri avere informazioni devi fare da spola per un’ora da un ufficio ad un altro, le date degli esami non si sa dove si trovano. E non è tutto! Se sei fortunato a prenotarti e trovi l’aula dove il professore tiene l’esame, ti ritrovi a doverlo sostenere in spazi angusti, pieni zeppi di altri tuoi colleghi. Per non parlare delle strutture: spesso inadeguate e mancanti del necessario per il minimo apprendimento. Bar? Mense? Piccole e costosissime anche per chi possiede il tesserino emanato dall’amministrazione dell’Università stessa. Laboratori??? Dove??

E chi fa parte ancora di uno dei vecchi ordinamenti? Bè… se vuoi trovare informazioni per questi “vetusti” corsi, almeno ormai così li chimano i prof, prima vai a Lourdes, poi se ne parla.

Lavika Web Magazine Notizie

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