RSS

Lavoro volontario, nel 2013 l’Italia misurerà il valore economico

20 Apr

Dopo Ungheria e Polonia, anche l’Italia adotta il Manuale Oil sulla misurazione del lavoro volontario. Dal 2013 utilizzato dall’Istat un modulo di indagine secondo le linee guida Ilo, che si affiancherà anche al Censimento no profit

di Redattore Sociale,  pubblicato il 19 aprile 2012
manuale.jpg
Una strategia affidabile per misurare il lavoro volontario. Un manuale criteri, metodo e stimoli per valutarlo. E’ quello che è stato presentato oggi al Cnel dall’Organizzazione internazionale del lavoro e Spes, Centro di servizio per il volontariato del Lazio. Il “Manuale sulla misurazione del lavoro volontario” è realizzato a fine 2011 dal dipartimento di statistica dell’ufficio internazionale del lavoro di Ginevra, e l’Istat si sta attrezzando per introdurlo in una rilevazione fissata all’inizio del 2013: l’Italia sarà così il terzo paese europeo ad includerlo nelle proprie misurazioni statistiche, dopo Polonia e Ungheria. Ma perché misurare il lavoro volontario? Lo studio parte da un assunto di base: il lavoro volontario, spesso definito semplicemente “volontariato”, è una fondamentale risorsa rinnovabile per la soluzione di problematiche sociali e ambientali in tutto il mondo. Così, l’Assemblea generale dell’Onu ha approvato nel 2001 una risoluzione invitando gli Stati membri a “stabilire il valore economico del volontariato”, poiché – si legge nel Manuale –  “ciò che non è contabilizzato non può essere gestito efficacemente”.
Grandi dimensioni e significativo valore economico.  I volontari costituiscono una porzione della forza lavoro ben più significativa di quanto sia in genere riconosciuto. I dati riportati nel Manuale e provenienti dai 37 paesi coinvolti nel Johns Hopkins Comparative Nonprofit Sector Project (Salamon et al, 2004) rivelano ad esempio che 140 milioni di persone partecipano a qualche attività di volontariato ogni anno, il che significa il 12% della popolazione adulta di questi paesi. Se tutti questi volontari costituissero la popolazione di un paese, esso sarebbe l’ottavo paese più popoloso al mondo, che si situerebbe tra il Giappone e la Russia.
Questi volontari rappresentano l’equivalente di 20,8 milioni di lavoratori retribuiti a tempo pieno, un numero di molto maggiore dei lavoratori retribuiti nel settore dei servizi di pubblica utilità e di poco minore al numero di lavoratori retribuiti nell’industria dei trasporti e delle costruzioni nei 37 paesi analizzati. Anche secondo una stima prudente, i volontari apportano un contributo di 400 miliardi di dollari all’economia mondiale. In Canada, il loro contributo al Pil è maggiore di quello sia del settore agricolo che del settore di manifattura autoveicoli. (Statistics Canada, 2006). I dati rilevati dai ricercatori della John Hopkins University hanno dimostrato che se si convertono in lavoratori equivalenti a tempo pieno, i volontari rappresentano in media il 45% della forza lavoro nel settore non profit nei 36 paesi per i quali si dispone di dati. In Svezia e Norvegia rappresentano addirittura il 76% e il 63%, “enorme risorsa rinnovabile – dice il Manuale dell’Oli – per la soluzione di problematiche sociali”. Il valore del contributo  in termini di tempo, cioè il lavoro volontario, è circa doppio rispetto al valore dei contributi in denaro.
Misurare il valore economico delle attività di volontariato, sia dei singoli che delle organizzazioni, è ora possibile. Lo farà l’Istat a partire dal 2013 introducendo un modulo di indagine secondo le linee guida Ilo, che si affiancherà anche al Censimento no profit. Lo ha annunciato Linda Laura Sabbadini, direttore del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’Istat. “Finora l’Istat ha rilevato il volontariato come elemento cruciale della qualità della vita e ha anche valorizzato, dal 1983, il grande contributo dei care giver e soprattutto delle donne nell’aiuto a anziani, disabili e donne che lavorano con figli, anche se non nell’ambito del volontariato. – ha spiegato – Ma oggi accettiamo una nuova sfida, misurandolo dal punto di vista economico. Il volontariato è una grande risorsa del Paese ed è in crescita. Voglio sottolineare che lo faremo nonostante la difficile situazione economica. I tagli non ce lo permetterebbero. Riusciremo a implementare il Manuale Oil anche grazie all’importante accordo con Spes, CSVnet e Fondazione Volontariato e Partecipazione, che sosterranno il progetto con risorse umane”. La direttrice ha poi preso un impegno formale ad allargare la rilevazione in Ue: “Mi farò promotrice – ha detto – nell’ambito dell’organismo che riunisce i direttori di statistiche sociali di Eurostat e proporrò che il modulo sia introdotto per regolamento nell’indagine forze lavoro e quindi sia vincolante per i Paesi, in modo da garantirne continuità di rilevazione e comparabilità”.
Il Manuale Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro) nasce da un partenariato tra Center for Civil Society Studies della Johns Hopkins University, Cev (Centro Europeo del Volontariato) e Spes (Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio). “Spes è in prima linea nel sostenere l’Istat in questo progetto. – ha sottolineato Renzo Razzano, presidente del Centro di servizio per il volontariato del Lazio – I nostri operatori, così come quelli degli altri Centri di servizio, contribuiranno alla formazione dei rilevatori dell’ente statistico affinché comprendano linguaggi e dinamiche proprie del volontariato italiano. Inoltre, parteciperemo alla verifica della corrispondenza delle indicazioni contenute nel Manuale Ilo con l’effettiva realtà del volontariato nel nostro paese”.
Secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat, i residenti in Italia coinvolti in attività gratuite di volontariato sono passati dal 6,9% nel ’93 al 10% nel 2011. Gli seguono gli altri tipi di associazioni, anch’essi in aumento negli stessi anni dal 2,7% al 3,7% e, infine, e i partiti politici, in calo dall’1,7 all’1,2. A fare volontariato nelle associazioni sono soprattutto uomini (nel 2011 il 25,1% contro il 19,4% di donne), mentre per quanto riguarda gli aiuti informali – ovvero quelle azioni di tutti i giorni fatte a titolo gratuito senza essere inquadrati in associazioni – la situazione si ribalta: 24,6% uomini e 28,8% donne (dati 2009). In generale l’aiuto informale cresce: dal 21% del ‘98 al 26,8% del 2009. La popolazione italiana spende oltre 3,2 miliardi di ore all’anno in aiuti informali. Le donne ne producono il 66,7%, con oltre 2 miliardi di ore (dati 2009) e sono fortemente sovraccariche.
Per Andrea Olivero, portavoce del Forum Terzo Settore il Manuale Oil sarà “uno dei modi per far vedere la ricchezza del Terzo settore e del volontariato, capace di incidere sotto il profilo economico”. “Il volontariato – spiega – non solo muove risorse economiche rilevanti, ma va a dare nuovo significato al modello economico che andremo a costruire. Non vogliamo trasformarci in enti economici, ma vogliamo dare forma a una nuova economia, civile, che tutti a prescindere dalle diverse credenze politiche riteniamo un fattore determinante per uscire dalla crisi”. “Con l’adozione del Manuale Oil sarà possibile misurare non solo il “capitale sociale” – commenta Giuseppe Guzzetti, Presidente Acre –  prodotto dal volontariato, ma anche l’impatto economico del lavoro di milioni di volontari in tutto il mondo, 3 milioni solo in Italia”.
Nonostante il contributo che il volontariato apporta sia ai volontari stessi che ai beneficiari della loro generosità, “pochi sforzi sono stati fatti in maniera costante per misurare l’ampiezza, la diffusione e la distribuzione di tale impegno, limitando così le strategie politiche e la comprensione generale delle dinamiche lavorative”.  E la guida Handbook on Nonprofit Institutions in the System of National Accounts della Divisione statistica delle Nazioni unite del 2003 esortava gli istituti nazionali di statistica a incorporare i dati sul volontariato nei conti satellite delle istituzioni non profit che i paesi sono esortati a presentare.
Benefici sociali e personali.  Il volontariato – si legge nel documento – genera ulteriori benefici nei confronti della società e degli stessi volontari: fornire formazione in ambito lavorativo e creare vie di accesso al tradizionale mercato del lavoro; contribuire a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio. Ad esempio, gli sforzi recenti volti a debellare il vaiolo e a vaccinare i bambini per la poliomelite non sarebbero stati possibili senza il contributo di milioni di volontari mobilitati a questo scopo; fornire servizi generalmente non offerti dai lavoratori retribuiti, come per esempio condividere le conoscenze e offrire modelli di riferimento di ruolo; sviluppare la solidarietà sociale, il capitale sociale, la legittimazione politica e la qualità della vita in una società; promuovere l’integrazione e l’inclusione sociale; generare soddisfazione personale, appagamento, benessere e appartenenza negli stessi volontari.
Linguaggio. Il Manuale, essenzialmente un prezioso elenco di strategie, stimoli, criteri e metodi per questo tipo di valutazione, affronta anche questioni di linguaggio, capaci talvolta di sovvertire la comprensione di fenomeni. “I termini “volontariato” o “lavoro volontario” non sono usati nel modulo raccomandato – si legge nel Manuale – poiché l’esperienza ha dimostrato che essi sono intesi in maniera diversa in contesti diversi e non contribuiscono a sollecitare risposte accurate. Piuttosto, agli intervistati viene semplicemente domandato del “lavoro non retribuito e non obbligatorio che hanno svolto, ossia, tempo da essi donato in assenza di retribuzione per svolgere attività tramite un’organizzazione o direttamente per altri al di fuori della propria famiglia”.
Tasso di volontariato. Un altro aspetto elaborato e proposto dall’Oil è il “tasso di volontariato” di un Paese, cioè l’ampiezza di popolazione che svolge volontariato, e si calcola dividendo il numero di volontari per la popolazione del paese. (Redattore Sociale)
Ulteriori informazioni su www.evmp.eu
redattore-sociale
Fonte di provenienza dell’articolo
Annunci
 

Tag: , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: