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Generazione Neet: nella provincia etnea in aumento i giovani “inattivi”

05 Giu

Occupazione, negativi dati Istat. Cisl etnea: “Riaprire il mondo del lavoro ai giovani”

Giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e, in alcuni casi, non hanno intenzione di farlo. Sono i cosiddetti Neet, acronimo per l’inglese Not in Education, Employment or Training. E la Sicilia ne è piena

di Daria Raiti
Giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e, in alcuni casi, non hanno intenzione di farlo. Sono i cosiddetti Neet, acronimo per l’inglese Not in Education, Employment or Training. E la Sicilia ne è piena. Il 33.5 per cento dei giovani tra 15 e 29 anni non lavora, né frequenta scuola o corsi di formazione. Su 319 mila Neet, 221 mila sono inattivi (61,4 per cento) e 98 mila disoccupati (38,6 per cento). A Catania, a tutto ciò si somma il fenomeno della microcriminalità seconda solo a quello di Napoli. Sono i numeri recentemente diffusi dal Censis, nell’ambito di Di.Sco.Bull, il progetto promosso dal Ministero dell’Interno, in accordo con il Ministero dell’Istruzione, realizzato con i fondi europei del Pon Sicurezza per lo Sviluppo nelle quattro regioni dell’Obiettivo convergenza (Puglia, Campania, Calabria e Sicilia).

Un esercito di ragazzi. Hanno terminato la scuola dell’obbligo e lavorano in nero. Oppure hanno smesso di cercare un impiego. Oppure sono laureati che hanno acquisito competenze poco appetibili.

“La Sicilia, tra i tanti primati negativi, vanta anche quello dei giovani Neet, cioè dei ragazzi che non studiano e non lavorano. L’ennesima emergenza da affrontare. E’ prioritario intervenire per invertire questo pericoloso trend. Bisogna disincentivare i giovani a essere inattivi, anche attraverso provvedimenti choc”. Ha dichiarato, in una nota, il senatore di Grande Sud Mario Ferrara, commentando il bilancio del sistema d’istruzione siciliano tracciato dal Censis

Però Di.Sco.Bull si colloca all’interno di questo scenario, con varie attività volte a sostenere scuole, giovani e famiglie. In Sicilia, nel corso del corrente anno scolastico, è stato ad esempio allestito, presso l’Istituto comprensivo «Enrico Fermi» di San Giovanni La Punta (Ct), un centro che eroga servizi di ascolto e sostegno, recupero e aiuto allo studio, rivolti a studenti, famiglie, docenti, attraverso l’impiego di una équipe territoriale con competenze socio-psico-pedagogiche. Queste strutture, aperte al territorio, intendono operare in rete con enti e servizi esistenti, al fine di garantire la circolarità delle informazioni e l’ottimizzazione di risorse e opportunità.

Fonte di provenienza dell’articolo

Potrebbe interessarti:http://www.cataniatoday.it/economia/generazione-neet-censis-disoccupazione-2012.html
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