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Catania: Università libera! Leggi e firma l’appello

09 Giu

Pubblicchiamo un’appello dei compagni del Movimento studentesco catanese che si sono visti richiedere un pagamento per l’organizzazione di un’assemblea pubblica; Invitiamo tutti a firmarlo e a diffonderlo.

Ai docenti dell’università di Catania
Al personale T.A. dell’università di Catania
Al Senato Accademico dell’università di Catania
Al Consiglio di amministrazione dell’università di Catania
Al direttore amministrativo dell’università di Catania
Al Rettore dell’università di Catania
Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.


Il 25 maggio 2012 il Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Catania, un CdA interamente nominato dal Rettore, Prof. Antonino Recca e ancora privo di rappresentanza studentesca, ha approvato “la disciplina relativa alla procedura relativa alla concessione degli spazi e dei locali dell’Ateneo, nonché il tariffario delle suddette concessioni” con la giustificazione di “tutelare l’integrità del patrimonio immobiliare dell’Ateneo”.
Dal 25 maggio nessun gruppo di studenti, nessuna associazione culturale, nessun singolo è più libero di organizzare gratuitamente iniziative nei locali dell’Università. Nè la presentazione di un libro, né un’assemblea, né un incontro pubblico e nemmeno un banchetto informativo. “Per ottenere l’autorizzazione all’utilizzo dei locali e/o spazi universitari, i soggetti interessati dovranno presentare formale richiesta al direttore amministrativo” e “in particolare, la richiesta dovrà essere presentata, per ogni singola concessione, almeno due mesi prima della data prevista per lo svolgimento dell’evento”. Il tariffario prevede che un’iniziativa di mezza giornata all’auditorium dell’ex monastero dei Benedettini costerà 500 euro, 700 se in giorno festivo, 1000 se in orario serale. Il chiostro del monastero può arrivare a costare 2000 euro se l’iniziativa dovesse svolgersi di sera, lo stesso prezzo per l’Orto Botanico. Se invece ci si vuole accontentare di un’aula da meno di 50 posti allora si va dai 250 ai 500 euro. Solo nel caso in cui le concessioni “saranno richieste da personale dell’Ateneo, per iniziative direttamente rientranti tra le attività istituzionali dell’Ateneo, e non comportanti alcun costo aggiuntivo per l’amministrazione, lo spazio o il locale richiesto potrà essere concesso gratuitamente al richiedente”. In sostanza nessuno studente potrà ottenere gratuitamente la concessione di spazi. Come nessuna iniziativa che non rientra tra le attività istituzionali dell’Ateneo potrà trovare gratuita ospitalità nei locali universitari.

Siamo studentesse e studenti, docenti, lavoratori dell’Università, cittadine e cittadini che riconoscono lo straordinario ruolo dell’Università per il futuro del Paese. Crediamo che nessun problema di bilancio debba mai compromettere il carattere democratico dell’Università e la sua gratuita apertura a coloro che chiedono di svolgere iniziative culturali e sociali nei locali universitari.

Le disposizioni approvate dall’Ateneo costituiscono il più cruento attacco al carattere pubblico dell’Università, al suo carattere democratico ed al suo ruolo di libero polo culturale. Chiedere di pagare per organizzare attività culturali nei locali dell’Università non solo è liberticida ma rischia di svilire ancora di più il ruolo sociale dell’Istituzione accademica. Sancire che a pagare debbano essere anche gli studenti significa sferrare un attacco mortale alla democrazia. Si dovrà pagare per un banchetto informativo, per un’assemblea e per qualsiasi momento di discussione promosso dal basso dagli studenti. Studenti che già finanziano abbondantemente l’Ateneo attraverso le loro tasse. L’Università è, o dovrebbe essere, il luogo della libera condivisione dei saperi, della libera discussione e della libera iniziativa, istituire un “tariffario” significa non solo distruggere tutto ciò, ma eliminare anche il principale motivo d’esistere dell’Università stessa.

Per questi motivi chiediamo che venga immediatamente abolito il tariffario che prevede il pagamento di centinaia di euro per organizzare qualsiasi tipo di iniziativa nei locali dell’Università di Catania.

Adesioni (in ordine di arrivo e in costante aggiornamento)
Franco Barbuto, Salvatore Giuffrida, Giulia Di Bella, Vladimiro Giacchè, Valentino Coppola, Pierpaolo Montalto, Andrea Alba, Daniela Pagano, Daniele Cavallaro, Sara Giorlando, Antonio Tomarchio, Paolo Francesco Finocchiaro, Brunello Arborio, Arturo Mannino, Alberto Mannino, Carmela Sciacca, Collettivo Red Militant, Collettivo Pantera Rossa Biologia, Marco Cuttone, Associazione Universitaria Nike, Giovanni Noce, Marco Sciotto, Matteo Flamigni, Rifondazione Comunista Catania, Jacopo Torrisi, Pompeo Benincasa, Carmelo Rapisarda, Antonio Las Casas, Longo Salvatore, Collettivo TiroMancino-Ingegneria, Pietro Figuera, Valter Rizzo, Ingegneria Fuori Campo, Chiara Rizzica, Fabrizio Foti, Coordinamento Precari della Ricerca Università di Catania, Cecilia Lorenzetti, Chiara Barone, Gianni Piazza, Giorgia Capozzi, Attilio Scuderi, Giorgio Bellia, Giovani Comuniste/i Catania, Officina Rebelde Catania, Domenico Stimolo, Laura Valvo, Open Mind Catania, Sara Crescimone, Simone Galanti, Giovanna Fortunato, Simone Bellitto, Antonio Di Grado, Alessandro Gallotta, Adriana Belfiore, Francesco Caruso, Katia Perna, Tiziana Russo, Valentina Cutrali, Manuele Bonaccorsi, Arturo Giunta, Vanessa Cannatà, Giovanni Milazzo, Paolo Puccia, Stefano Conti, Shapouri Arani Shahriar, Agatino La Rosa, Giolì Vindigni, Francesco Marchese, Marika Porto, Vincenzo Maimone, Patrizia Maltese, Federazione provinciale Pdci Catania, Redazione di Zenzeroquotidiano.it, Andrijana Mikecin …

Per firmare e dare la propria adesione: unictlibera@movimentostudentesco.org

 Fonte di provenienza dell’articolo 

Notizia correlata:

Catania: Studenti occupano il chiostro dei Benedettini.

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