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Catania: Campo San Teodoro, costituito il comitato «Due mesi di lavoro per restituirlo a Librino»

17 Giu

Di Leandro Perrotta |

Hanno zappato la terra ed estirpato le erbacce, lavorando anche nei giorni di festa. Sono i volontari dei Briganti rugby e del centro Iqbal Masih, oggi riuniti nel comitato campo San Teodoro insieme a 40 cittadini. Per rendere di nuovo fruibile la struttura sportiva finora abbandonata dal Comune. «Ma a cosa serve questo lavoro se poi ci faranno lo stadio nuovo?», chiede qualcuno. «Noi dobbiamo pensare a lavorare», rispondono i volontari.Guarda il video

Hanno iniziato il 25 aprile, zappando la terra ed estirpando erbacce. Oggi dopo quasi due mesi, il loro lavoro è concluso: il 16 giugno è nato il comitato campo San Teodoro a Librino. Costituito da volontari provenienti da tante realtà dell’associazionismo catanese, ha come fine quello di assumere la gestione di una grande struttura sportiva, abbandonata dall’amministrazione comunale come tante altre a Catania. «Ma il campo San Teodoro si trova a Librino, un quartiere abbandonato e senza servizi, e il suo funzionamento qui ha ancora più valore» spiega Samuele Barone, volontario sia del centro Iqbal Masih che dei Briganti Rugby Librino. Le due associazioni sono l’anima di questo neonato comitato, che accoglie anche chi «ha scelto di starci vicino, avvicinandosi in questi mesi di lavoro», afferma Valentina Marletta, anche lei storico membro del centro Iqbal Masih. Che precisa: «Il nostro lavoro continuerà come sempre in questa struttura». L’avventura dei Briganti è infatti nata proprio qui nel 2006, tra le tribune di un campo da rugby che non è mai stato ufficialmente aperto e che oggi, dalla giungla che era, grazie al lavoro dei volontari ha subito una incredibile trasformazione, diventando una piatta distesa di terra.

«Ci sono ancora tante pietre, ma crediamo che con un paio di passaggi del trattore riusciremo a toglierle» spiega intanto Mirko mentre, scamiciato, riempie una carriola di erbacce. «Adesso è così – gli fanno eco Gabriele e Giovanni, giovani giocatori dei Briganti – Ma per noi che non abbiamo mai avuto un campo è bellissimo». «Noi questa erbaccia l’abbiamo ribattezzata pdl,pianta do Librinu» scherzano insieme i volontari, che sognano di trasformare questo campo di argilla in una verde distesa. Verde che resiste ancora nell’adiacente campo di calcetto, in erba sintetica, fino al 2009 assegnato ai Briganti rugby e ad altre piccole associazioni sportive del quartiere. Il Comune di Catania ha però deciso tre anni fa di sfrattare le piccole squadre e affidare in via esclusiva il campo al Catania calcio di serie A, che non ha mai avviato le attività per i ragazzi nonostante i proclami. E adesso il Catania calcio in quest’area pensa a costruire lo stadio nuovo.

«Ma a cosa serve tutto questo lavoro se poi abbatteranno la struttura per farci lo stadio nuovo?» chiede qualcuno a fine lavori, nel corso di un’assemblea all’interno delle due grandi palestre che stanno a ridosso del campo. Una preoccupazione diffusa, alla quale Piero Mancuso, fondatore dei Briganti rugby, ha solo una risposta da dare: «Noi dobbiamo pensare a lavorare». Un pensiero in linea con tanti dei presenti, da Sara Fagone della Cgil Librino a Cesare Basile che, da portavoce degli occupanti del teatro Coppola, dichiara: «E’ finito il tempo in cui bisogna aspettare che gli altri facciano le cose, ma è arrivato quello di prendersi le responsabilità». Un parallelismo, quello fra il teatro cittadino occupato dagli artisti e il campo San Teodoro che continua anche nel tipo di attività di cui il neo costituito comitato vuole farsi carico. Come si legge nello statuto: «Attività sportive, sociali e culturali senza scopo di lucro». Perché, come spiega Samuele Barone, «l’obiettivo principale è promuovere una rete di cittadinanza attiva che operi sul territorio».

[foto del Comitato San Teodoro]

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