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La facoltà di Lingue è appesa ad un filo, Catania chiede 3 milioni e “nasconde” il corso

17 Giu

Martedì incontro con il rettore Antonio Recca, sabato con il ministro alla Pubblica Istruzione Franceco Profumo

CorrierediRagusa.itLingue, o meglio Mediazione linguistica, scompare dal manifesto provvisorio degli studi dell’Università di Catania. Solo un segnale per alcuni, ma per altri può essere l’inizio della fine della facoltà ad Ibla. La presenza della facoltà torna dunque a rischio ed il problema sono sempre i fondi che gli enti locali rappresentati nel Consorzio universitario devono garantire all’ateneo catanese per far sì che Mediazione linguistica resti un patrimonio della città e dell’intero Sud – Est.

Ci vogliono tre milioni per coprire il debito accumulato e le prossime rate in scadenza ma il presidente del Consorzio, Enzo Di Raimondo, allarga le braccia visto che l’ente vive di finanza derivata, ovvero dei trasferimenti di Comune e Provincia, e deve attendere che i due enti facciano il loro dovere. Le riunioni in questi giorni sono state frenetiche in preparazione dell’incontro che si terrà martedì a Catania con il rettore Antonio Recca proprio per parlare del futuro di mediazione linguistica e soprattutto del summit con il ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo fissato per sabato prossimo.

Ragusa deve far fronte agli oneri della transazione – convezione firmata con l’Università che pone il pagamento delle rate all’Università fino al 2014 quando tutto sarà poi a carico dell’ateneo. Bisogna dunque stringere i denti per non mancare l’opportunità della facoltà ad Ibla ma l’ennesimo campanello d’allarme è scattato. Il momento è dunque molto delicato anche alla luce delle difficoltà degli enti locali. Giovanni Scarso, commissario alla provincia, ha affermato che per l’università non ha trovato un centesimo in bilancio e si sta dando da fare per reperire risorse.

Anche Riccardo Roccella, delegato del sindaco Dipasquale ha affermato: «I soldi per l’università ci sono e ci saranno. Non permetteremo che si perda questa occasione per il territorio». Dichiarazioni di principio che mal si sposano con le urgenze poste dal bilancio dell’Università che preme per il rispetto degli impegni, Da parte loro gli studenti sembrano oltre che disillusi senza energie visto che non hanno né protestato né manifestato il loro pensiero nonostante la delicatezza del momento. Le iscrizioni intanto si apriranno il 1 di agosto e a settembre partiranno i test di ammissione. Ma dove?

Corriere di Ragusa.it

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