RSS

Archivi categoria: News In Primo Piano

Benedetto XVI ai laici cattolici: seguite logica del dono, economia e politica bisognose di gratuità

Andare avanti con l’impegno “personale e associativo, testimoniando il Vangelo del dono e della gratuità”. Questa l’esortazione di Benedetto XVI ai circa ottomila membri della Federazione organismi cristiani servizio internazionale volontario (Focsiv), del Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) e del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), incontrati stamani in Aula Paolo VI. Il servizio di Giada Aquilino:RealAudioMP3 

Un incoraggiamento “a proseguire con costanza nell’impegno in favore dei fratelli”, evidenziando “le ingiustizie” e testimoniando “i valori su cui si fonda la dignità della persona”, promuovendo “forme di solidarietà che favoriscano il bene comune”. Questo il senso delle parole di Benedetto XVI alle tre realtà ecclesiali incontrate stamani in Vaticano: il Meic che, ha ricordato il Papa, quest’anno festeggia gli 80 anni di fondazione – essendo nato nel ’32-’33 con il nome di Movimento laureati di Azione Cattolica – e che attraverso l’impegno culturale e formativo vuole contribuire all’educazione di cristiani laici maturi che partecipino al bene comune della società. E poi la Focsiv, la più grande Federazione di organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana presente in Italia – con 65 organizzazioni e oltre 60 mila persone tra aderenti e sostenitori – che quest’anno celebra il 40.mo anniversario di fondazione. Stesso traguardo anche per il Movimento Cristiano Lavoratori, associazione a carattere sociale, di solidarietà e volontariato, che promuove l’affermazione dei principi cristiani nella vita, nella cultura, negli ordinamenti, nella legislazione. Tre importanti associazioni ecclesiali, ha spiegato il Pontefice, accomunate storicamente dalla “sapiente opera del Servo di Dio Paolo VI”, a cui va il “ricordo riconoscente per l’impulso dato”.

Gli anniversari – ha aggiunto il Santo Padre – sono “occasioni propizie per ripensare al proprio carisma con gratitudine e anche con sguardo critico, attento alle origini storiche e ai nuovi segni dei tempi”:

“Cultura, volontariato e lavoro costituiscono un trinomio indissolubile dell’impegno quotidiano del laicato cattolico, che intende rendere incisiva l’appartenenza a Cristo e alla Chiesa, tanto nell’ambito privato quanto nella sfera pubblica della società. Il fedele laico si mette propriamente in gioco quando tocca uno o più di questi ambiti e, nel servizio culturale, nell’azione solidale con chi è nel bisogno e nel lavoro, si sforza di promuovere la dignità umana”.

Tre ambiti con un comune denominatore che, per il Papa, è il “dono di sé”. L’impegno culturale, soprattutto quello scolastico ed universitario, “teso alla formazione delle future generazioni”, va oltre la trasmissione di nozioni tecniche e teoriche: implica infatti “il dono di sé con la parola e con l’esempio”. Il volontariato, “risorsa insostituibile della società”, comporta “non tanto il dare delle cose, ma il dare se stessi in aiuto concreto verso i più bisognosi”. Infine il lavoro, che “non è solo strumento di profitto individuale, ma momento in cui esprimere le proprie capacità spendendosi, con spirito di servizio, nell’attività professionale, sia essa di tipo operaio, agricolo, scientifico o di altro genere”.

Ma per i membri dei movimenti, ha sottolineato il Papa, tale missione ha una connotazione particolare, “quella cristiana”:

“La vostra azione deve essere animata dalla carità; ciò significa imparare a vedere con gli occhi di Cristo e dare all’altro ben più delle cose necessarie esternamente, donargli lo sguardo, il gesto d’amore di cui ha bisogno. Questo nasce dall’amore che proviene da Dio, il quale ci ha amati per primo, nasce dall’intimo incontro con Lui”.

Dunque, è la logica del dono, “una logica spesso bistrattata”, che – ha detto il Pontefice ai presenti in Aula Paolo VI – “voi valorizzate e testimoniate”:

“Donare il proprio tempo, le proprie abilità e competenze, la propria istruzione, la propria professionalità; in una parola, donare attenzione all’altro, senza aspettare contraccambio in questo mondo. E vi ringrazio per questa grande testimonianza. Così facendo non solo si fa il bene dell’altro, ma si scopre la felicità profonda, secondo la logica di Cristo, che ha donato tutto se stesso”.

Un “amore gratuito”, quello citato da Benedetto XVI, di cui si fa esperienza innanzitutto in famiglia:

“Quando ciò non accade, essa si snatura, entra in crisi. Quanto viene vissuto in famiglia, il donarsi senza riserve per il bene dell’altro è un momento educativo fondamentale per imparare a vivere da cristiani anche il rapporto con la cultura, il volontariato e il lavoro”.

Un concetto affrontato nell’Enciclica Caritas in veritate, in cui il Papa ha voluto “estendere il modello familiare della logica della gratuità e del dono a una dimensione universale. La sola giustizia – ha proseguito – non è infatti sufficiente. Perché vi sia vera giustizia è necessario quel di più che solo la gratuità e la solidarietà possono dare”. Senza la gratuità “non si riesce a realizzare nemmeno la giustizia”. Ma la gratuità, ha precisato, “non si acquista sul mercato, né si può prescriverla per legge”:

“E, tuttavia, sia l’economia, sia la politica hanno bisogno della gratuità, di persone capaci di dono reciproco”.

Il Santo Padre ha infine evidenziato l’affermazione da parte delle tre realtà ecclesiali “della necessità di continuare a camminare sulla via del Vangelo, nella fedeltà alla dottrina sociale della Chiesa e nella lealtà verso i Pastori”. Il Movimento ecclesiale di impegno culturale, ha spiegato, “è chiamato ad un rinnovato servizio nel mondo della cultura, segnato da sfide urgenti e complesse, per la diffusione dell’umanesimo cristiano: ragione e fede – ha aggiunto – sono alleate nel cammino verso la Verità”. La Federazione organismi cristiani di servizio internazionale volontario “continui a confidare soprattutto nella forza della carità che viene da Dio portando avanti il suo impegno contro ogni forma di povertà e di esclusione, in favore delle popolazioni più svantaggiate”. Il Movimento cristiano lavoratori “sappia portare luce e speranza cristiana nel mondo del lavoro, per conseguire anche una sempre maggiore giustizia sociale. Inoltre – ha concluso – guardi sempre al mondo giovanile, che oggi più che mai cerca vie di impegno che sappiano coniugare idealità e concretezza”.

In vista dell’udienza del loro incontro di stamattina con Benedetto XVI, la collega della nostra redazione in lingua spagnola,Patricia Ynestroza, ha intervistato i responsabili della Focsiv, del Mec del dell’Mcl. Al presidente della Focsiv, Gianfranco Cattai, ha chiesto anzitutto di descrivere i propri sentimenti alla vigilia dell’udienza con il Papa:

R. – L’emozione è quella di poter ricordare, insieme con il Papa, che proprio 40 anni fa, il 19 maggio, i nostri padri fondatori hanno avviato quest’esperienza sulle onde del Concilio Vaticano II. Hanno quindi messo in piedi i nostri organismi, quelli pionieri nella solidarietà internazionale, e costituito la Federazione che ora il Papa – che, peraltro, ha lanciato dei messaggi formidabili rispetto alla Dottrina sociale della Chiesa, attinenti allo sviluppo dei Paesi più poveri, e mi riferisco alla ‘Caritas in veritate’ – riceve. Ed è veramente un grande piacere e ci dà davvero una grande soddisfazione.

D. – Ci può parlare di quello che è l’obiettivo principale della Focsiv?

R. – La Focsiv è una federazione che mette insieme 65 associazioni, che hanno radici nelle varie parti dell’Italia, da Catania fino a Trieste. “Hanno radici” significa che sono conosciute dalle comunità locali, sono espressione delle comunità locali come anche delle Chiese locali. Sono impegnate in 80 Paesi del Sud del mondo in quelli che noi definiamo progetti o relazioni di partenariato di solidarietà, per dare delle risposte di speranza, delle risposte ai diritti ed ai bisogni essenziali della vita, per camminare insieme con uomini e donne di buona volontà di queste realtà per darsi una risposta di futuro.

D. – Carlo Costalli, presidente del Movimento dei cristiani lavoratori: quali aspettative nutre dal vostro incontro con Benedetto XVI?

R. – Siamo particolarmente grati per questo dono del Santo Padre. Il fatto che Sua Santità voglia incontrarci è un’occasione eccezionale, proprio per i nostri 40 anni. E’ un motivo di speranza e di riflessione per quello che abbiamo fatto.

D. – Ci può parlare dell’obiettivo del Movimento?

R. – Sì. Si tratta di un movimento d’ispirazione cristiana, particolarmente attento al mondo del lavoro. Il nostro agire è sempre legato alla ricerca di un’ispirazione interna alla Dottrina sociale della Chiesa. Lavoriamo nel campo della formazione, dei servizi alla persona, della preparazione sindacale. Lavoriamo per preparare quadri dirigenti per impegnarsi nel sociale e nel politico, partendo da una forte ispirazione cristiana che, come ho detto, fa riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa.

D. – Carlo Cirotto, presidente del Movimento ecclesiale per l’impegno culturale. Cosa le suggerisce questo incontro con il Pontefice?

R. – E’ una grande emozione. Il nostro Movimento, quest’anno, compie 80 anni. E’ stato fondato nel 1932, a Cagliari, ed è stato benemerito sia nella vita della Chiesa e sia in quella della nazione.

D. – Qual è l’obiettivo del vostro Movimento, pensando anche ai vostri 40 anni?

R. – L’obiettivo è quello già indicato nel nome, ossia l’impegno di una carità intellettuale: nel senso di mettersi a servizio della cultura per poterla fermentare di Vangelo. Questo Movimento è composto da intellettuali, da gente che si interessa quantomeno di cultura, ed è interessata ad elaborare la cultura per scopi evangelici.

Radio Vaticana

Fonte di provenienza dell’articolo

 

Tag: , , , , ,

Una proposta di sviluppo per Catania – La Camera di Commercio con la collaborazione del Dipartimento Impresa Culture Società dell’Università degli Studi di Catania diretto dal professore Rosario Faraci- ha presentato la sua proposta: un modello di sviluppo integrato che punta sui settori del commercio e del turismo per la loro capacità di crescere sui mercati esteri.

Integrazione Commercio-Turismo, “perché la Sicilia ha bisogno di valorizzare l’esistente”pubblico 560Il recente studio commissionato da Unioncamere prospetta, almeno sino ai prossimi due anni, il calo dei consumi soprattutto al Meridione, dovuto in massima parte al rallentamento degli investimenti e alla riduzione del reddito delle famiglie per effetto delle politiche fiscali e dell’aumento dei prezzi. Dunque, l’aspettativa è di aggravamento della disoccupazione, “che al Sud può raggiungere livelli ancora più negativi”. “Tra tagli ai trasferimenti e inasprimento del Patto di stabilità – ha osservato il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione – Regioni, Province e Comuni vedranno ridotti i loro bilanci di -7,3 miliardi per il 2011, di -19,5 miliardi per il 2012 e di quasi -20 miliardi per il 2013. La conseguenza immediata è il drastico calo degli investimenti degli Enti locali. Secondo le rilevazioni della Corte dei Conti, infatti, si è arrivati ad una contrazione del -23% delle risorse. E’ necessario intervenire sul Patto di stabilità, aprendo un tavolo per modificare le regole e consentire l’utilizzo delle risorse per i pagamenti bloccati nelle casse di Province e Comuni. Per le Province si tratta di almeno 2 miliardi di euro; risorse consistenti che si potrebbero destinare allo sviluppo”.
In questo contesto, i territori sono chiamati ad elaborare strategie di vera e propria “resistenza” alla crisi. In particolare nella Provincia di Catania da tempo si registra uno stato di emergenza sociale, assumendo come indicatore il diritto all’abitazione. “Sono 11.800 i  cittadini inseriti nelle graduatorie per l’assegnazione di una casa popolare,  ben  496 le domande per assegnazione casa a seguito di sfratto e 115 le domande per l’assegnazione di  un’ abitazione a seguito di ordinanza di sgombero”, denuncia la segretaria del Sunia di Catania, Giusy Milazzo.

faraci 560

Rosario Faraci

A Catania la Camera di Commercio- in occasione della tradizionale Giornata dell’Economia che si svolge annualmente nel mese di maggio e con la collaborazione del Dipartimento Impresa Culture Società dell’Università degli Studi di Catania diretto dal professore Rosario Faraci- ha presentato la sua proposta: un modello di sviluppo integrato che punta sui settori del commercio e del turismo per la loro capacità di crescere sui mercati esteri. “L’agroalimentare vocato all’export e il turismo in grado di attrarre ricchezza dalle altre regioni o dagli altri stati. La loro integrazione- spiega il professore Faraci- può favorire un incremento del prodotto interno lordo a livello provinciale attraverso una più forte immissione di valuta straniera”.

Gli appassionati di automobilismo sanno bene che non basta il motore, stante che bisogna poi costruire tutto intorno la macchina e infine affidarla ad un buon pilota. Catania appartiene ad un contesto regionale carente sotto il profilo della dotazione infrastrutturale. Aspetto non secondario ai fini dello sviluppo dei territori, è principio assodato in Economia. Eppure la politica siciliana, negli ultimi quattro anni almeno, si è ingessata intorno al dibattito sulla realizzazione del Ponte, quasi che tutto il resto al di qua dello Stretto fosse capace di auto generarsi. Pur tralasciando il contesto, Catania sconta problemi di vivibilità recentemente denunciati dalla Funzione Pubblica CGIL. Secondo il sindacato, il corpo dei Vigili Urbani di Catania ha una carenza di organico stimata in 900 unità.
Resta poi la questione del lavoro alle giovani generazioni, che interseca l’organizzazione del commercio.

agen 560

Pietro Agen

La proposta della Camera di Commercio privilegia la creazione dei centri commerciali naturali in controtendenza ai tradizionali centri commerciali. “Non mi preoccupa il giovane che emigra – spiega il presidente della Camera di Commercio di Catania, Pietro Agen- a condizione che i territori creino le condizioni per scegliere se restare, partire o ritornare. E’ molto complicato, invece, chiedere ad un cinquantenne di spostarsi alla ricerca di un nuovo lavoro”. I centri commerciali offrono posti di lavoro a contratto determinato, spesso riservati ai trentenni: in altri termini, nessuna certezza e basse retribuzioni. L’Assemblea regionale, nell’ultima finanziaria, aveva posto le premesse per frenare il moltiplicarsi di queste mega strutture commerciali, salvo l’impugnativa del Commissario dello Stato in nome del principio della libera concorrenza. Il rischio ora è la desertificazione delle città a seguito della mortalità delle piccole botteghe.

 Fonte id provenienza dell’articolo
 

Tag: , , , ,

Catania: Campo rom Zia Lisa, insieme topi e bambini L’assessore: «Né sgombero né comodità»

Di Salvo Catalano |

Viaggio nell’accampamento adiacente al cimitero. Ci vivono 150 persone, tra cui una quarantina di bambini che mostrano i segni dei morsi dei ratti. Montagne di rifiuti fanno da cornice alle baracche dove manca l’acqua e i requisiti minimi igienico sanitari. Il Comune di Catania da due anni porta avanti il presidio leggero e sta studiando, insieme all’Unar, un progetto che metta ordine nei principali campi della città. Nel frattempo, spiega l’assessore ai Servizi Sociali, «si evitano emergenze sanitarie, ma non dobbiamo fare stare comodi i rom in questi campi»

Il topo che attraversa il sentiero in terra battuta che conduce al campo rom di Zia Lisa non ha fretta. Sbuca da una delle montagne di rifiuti che danno il benvenuto all’ingresso della baraccopoli in via Madonna del Divino Amore. Il grosso ratto si muove lentamente, si ferma in mezzo alla stradina per una decina di secondi, prima di raggiungere la sua meta: un altro ammasso di rifiuti a ridosso delle prime baracche del campo. Non ha paura degli uomini. Perché con gli uomini ci convive da anni, tutti i giorni. Fianco a fianco. Soprattutto con i più piccoli. «Al campo rom di Zia Lisa è in atto una grave situazione igienico sanitaria, si notano morsicature di ratti in alcuni bambini, le cui baracche sono a ridosso dei cumuli più estesi di rifiuti». È quanto si legge nella relazione che il Comune di Catania redige ogni mese sulla situazione degli accampamenti rom in città. Parole messe nero su bianco nell’agosto del 2011, poi ancora a settembre, e ad ottobre. Cioè nelle ultime relazioni disponibili.

Per rendersi conto delle condizioni agghiaccianti del campo adiacente al cimitero, nella zona sud di Catania, bisogna entrarci. Dalla strada è invisibile, perché è cresciuto all’interno di una grande depressione delimitata, dalla parte opposta dell’ingresso principale, dal torrente Acquasanta. Vivono qui 55 nuclei famigliari (per il Comune sono 41) con una popolazione di circa 150 – 170 persone. Nessuno lo sa con certezza. I bambini sono una quarantina: 18, in età scolare, frequentano gli istituti Livio Tempesta e Caronda. Gli altri giocano per lo più all’interno del campo dove manca l’acqua, l’elettricità arriva dai generatori di corrente e il bagno è una tavola dentro una casupola di legno. L’odore è insopportabile. Per lavarsi, cucinare e pulire usano grandi boccioni di plastica che gli uomini ogni mattina si curano di riempire in qualche fontana della zona.

L’ingresso del campo è una discarica a cielo aperto: rifiuti organici, plastica, materiale ingombrante, elettrodomestici dismessi. «Sono gli stessi rom a portarli qui, perché poi in parte li riusano» denuncia Nunzio Russo, presidente della municipalità San Giuseppe La Rena – Zia Lisa, che se potesse li manderebbe tutti via gli abitanti del campo. «Vengono a scaricarli di notte con i camion, mentre dormiamo», replicano i rom. «Non mi piace certo vedere i miei figli giocare nella spazzatura» aggiunge una mamma. La verità, secondo gli operatori della Caritas che ogni giorno entrano nel campo, sta nel mezzo. «È vero che qualcuno viene a scaricare qui i rifiuti approfittando del buio – spiega Salvo Pappalardo, della Caritas – ma capita anche che siano gli stessi rom a portare materiale come il ferro vecchio, perché molti vivono di questa attività». Il Comune è consapevole della situazione e lo scrive nelle già citate relazioni. «Il campo presenta scarse condizioni igieniche; infatti, nella parte interna sono presenti cumuli di rifiuti prodotti dagli insediati e inoltre, a quanto riferito dagli stessi, gli autoctoni utilizzano l’area come discarica per materiali di risulta».

Dal 8 giugno del 2010, dopo il rinvenimento del cadavere di un trentacinquenne tunisino nel Palazzo delle Poste, il Comune di Catania ha costituito il Presidio Leggero, un servizio di prossimità, «una presenza diradata, costante e puntuale» di operatori pubblici insieme a privati sociali come Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Opera Nomadi, Croce Rossa, nei campi nomadi e nei luoghi di ritrovo per i senza tetto: il palazzo delle Postel’ex consorzio Agrarioi campi di Zia Lisa, San Giuseppe La Rena e viale Kennedy e gli insediamenti incorso Martiri della Libertà. In quello di Zia Lisa si alternando due operatori della Caritas. Salvo ogni giorno arriva in pullmino per portare i bambini a scuola, Domenico si occupa degli altri abitanti, a cominciare dalla visita settimanale di un medico.

Nel programma relativo proprio al campo di Zia Lisa, erano previsti «interventi di pulizia degli spazi antistanti con cadenza quindicinale e collocazione di cassonetti». Possibile che una quantità così importante di rifiuti si accumuli in appena quindici giorni? «La verità – spiega Salvo, l’operatore della Caritas – è che l’ultimo intervento di pulizia del Comune risale a quasi un anno fa». Sentito in merito, l’assessore all’Ambiente Claudio Torrisi ha annunciato che «dopo l’1 maggio si provvederà a una pulizia straordinaria». «Ma per quanto riguarda l’interno del campo – ha aggiunto – non possiamo fare niente perché è di proprietà di un privato». Il privato in questione ha promesso di bonificare l’area solo dopo che il Comune avrà sgomberato i nomadi. «Gli sgomberi non servono – replica l’assessore ai Servizi Sociali Carlo Pennisi – Da tempo stiamo pensando a un progetto di più ampio respiro che riguarda i quattro campi principali della città».

Una strategia rivista di recente, figlia del cambio al vertice del ministero dell’Interno. «Il ministro Cancellieri ha reimpostato radicalmente il problema, andando oltre la logica securitaria voluta da Maroni» spiega Pennisi. È in discussione con l’Unar, l’ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio, un protocollo che riorganizza i finanziamenti per la gestione dei campi nomadi anche a Catania. «Verrà firmato l’11 maggio», annuncia l’assessore Pennisi.

Ma la realizzazione di un campo di transito attrezzato, che rispetti le abitudini di vita dei nomadi ma che garantisca allo stesso tempo basilari requisiti igienico-sanitari, sembra ancora lontana. «Prima bisogna dipanare la matassa – precisa Pennisi – tra queste persone c’è chi può restare, chi deve tornare a casa, chi dovrebbe andare in galera. Solo quando avremo un quadro completo potremo parlare di un campo di transito, che tale deve essere, cioè i nomadi devono essere di passaggio». Il Comune, a breve, presenterà un Pon sicurezza per mettere a bando le attività di servizio, fino ad ora garantite dai privati sociali, e «andare oltre il volontariato».

Ma in attesa che tutti i tasselli del puzzle che compongono la strategia del Comune vadano al loro posto, è difficile definire da Paese civile le condizioni dei 150 abitanti del campo di Zia Lisa. «Garantire almeno l’acqua corrente? È escluso – sentenzia Pennisi – queste persone, al netto di problemi di tipo sanitario non devono stare comode. Anzi, devono stare scomode così è più facile che decidano di andarsene. L’assistenzialismo di molte associazioni caritatevoli non serve ed è pernicioso».

I topi ringraziano, i bambini un po’ meno.

Fonte di provenienza dell’articolo

Articoli correlati

  • torrenteAcquasanta_internaFossa Creta, fogna nel torrente Acquasanta
    «Siamo invasi da topi e scarafaggi»
  • San_Berillo_internaGar: «Emergenza umanitaria a San Berillo»
    La Caritas: «Requisiamo le case sfitte»
  • Discarica abusiva a Librino
           Discarica abusiva a Librino
«Bonificata solo a parole»

 Articoli correlati

 

Tag: , , , , ,

Video: Muoversi in Europa – Quale paese mi verserà la pensione di vecchiaia?

Questo video spiega cosa accadrà ai tuoi diritti pensionistici se vivi e lavori in più di un paese dell’Unione europea o in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. In particolare cosa accade ai contributi pagati in un paese se poi ti trasferisci in un altro? E quale paese verserà la tua pensione quando finirai di lavorare? La normativa europea sul coordinamento della sicurezza sociale ti permette di muoverti in Europa e non perdere i tuoi diritti di sicurezza sociale.

Fonte di provenienza dell'articolo

Muoversi in Europa –

 

Tag: , , , ,

Il tema della Giornata Internazionale delle Donne 2012 è: dare maggiore potere alle donne rurali – sconfiggere fame e povertà

woman corn 8 marzoAl fine di riconoscere il ruolo cruciale e il contributo delle donne rurali, il tema della Giornata Internazionale delle Donne 2012 è: “Dare maggiore potere alle donne rurali – sconfiggere fame e povertà”. Le donne rurali ricoprono un ruolo chiave sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo, in quanto contribuiscono in maniera decisiva all’economia globale: rafforzano lo sviluppo agricolo, migliorano la sicurezza alimentare e partecipano alla riduzione dei livelli di povertà nelle comunità in cui vivono. In alcuni paesi del mondo le donne rappresentano il 70% della forza lavoro nell’agricoltura, incluso il 43% dei lavoranti agricoli di tutto il mondo. Le statistiche dimostrano che qualora le donne avessero lo stesso accesso degli uomini alle risorse produttive queste potrebbero aumentare il rendimento delle loro fattorie del 20-30%, togliendo dalla fame 100-150 milioni di persone. Tuttavia l’assistenza sanitaria, l’istruzione, la disuguaglianza di genere e l’accesso limitato al credito hanno rappresentato delle sfide per le donne rurali. Inoltre la crisi alimentare, la crisi economica globale e i cambiamenti climatici hanno aggravato la situazione. Si stima che il 60% delle persone che soffrono di denutrizione cronica sono donne. Finora le stime della FAO rivelano che un aumento della produttività dovuta ad un uguale accesso a fertilizzanti, semi e strumenti di lavoro per le donne potrebbe significare una riduzione del numero delle persone che soffrono la fame di 100-150 milioni di unità.

Fonte di provenienza dell’articolo
 

Tag: , , ,

Catania: Servizi Sociali – gli interventi del Comune per i senza fissa dimora.

Servizi Sociali: gli interventi del Comune per i senza fissa dimora.

L’assessore alle poltiche sociali Carlo Pennisi esprime apprezzamento a quei cittadini,che nell’ambito della manifestazione “clochard per una notte” hanno dato un segnale di vicinanza nei confronti dei senzatetto. ” E’ sempre utile -ha detto l’assessore Pennisi- l’intervento di coloro i quali seguono con positiva attenzione l’evolvere del sistema locale dei servizi, oggi impegnato a fare fronte a forme di disagio in continua trasformazione e all’ampliamento delle fasce di cittadini esposti a condizioni di povertà”.

Il fenomeno dell’esclusione abitativa (homelessness), interessa oltre ai “senza dimora”, in alcuni casi anche i cosiddetti nuovi poveri. Persone socialmente retrocesse in seguito alla perdita cumulativa di beni e opportunità e quindi costrette dalle circostanze a scegliere la strada, riguarda anche i nomadi, gli immigrati, alcuni malati psichici e chiunque non veda soddisfatto il diritto ad avere una condizione abitativa dignitosa. Ci troviamo quindi di fronte ad un fenomeno complesso che interessa e colpisce persone la cui predominante caratteristica comune è, paradossalmente la diversità delle problematiche. Ogni situazione è infatti diversa dalle altre, ed è difficilmente aperta ad un’unica interpretazione e soluzione.

Per questo motivi in relazione a talune dichiarazioni di una signora senza tetto a margine della manifestazione “clochard per una notte” e successivamente riprese dagli organizzatori della stessa l’assessore Pennisi invita “a non cadere nella facile trappola delle posizioni strumentali. Sia la moglie che il marito, lo scorso anno, sono stati lungamente seguiti dai servizi sociali cittadini (anche in sinergia con le forze dell’ordine). Dopo i primi mesi d’avvio di un percorso d’inclusione sociale la signora ha comunicato agli Uffici la volontà d’interromperlo per trasferirsi nel paese d’origine del marito (dove lo stesso aveva trovato un lavoro), salvo ricomparire giustappunto sugli organi di stampa il 25 febbraio scorso. Generalizzare questi casi va a detrimento dei protagonisti oltre che di quanti malgrado le oggettive difficoltà decidono d’intraprendere un percorso di uscita da una situazione di grave marginalità e disagio”.

A questo proposito l’assessore Pennisi ricorda che l’Amministrazione comunale dal giugno 2010, ha innalzato il livello di attenzione sui gruppi di persone che vivono in siti abbandonati della nostra città, ha costituito, con apposita conferenza di servizi del Sindaco il Presidio Leggero. Un servizio di prossimità a presenza diradata, costante e puntuale svolto da operatori pubblici (di diverse Direzioni: Famiglia e Politiche Sociali; Ecologia e Ambiente; Corpo di Polizia Municipale; Patrimonio Provveditorato ed Economato) e operatori privato sociale (Caritas; Opera Nomadi; Croce Rossa; Comunità S. Egidio; Accoglienza e Solidarietà ecc.).

Questo tipo d’intervento permette di trovarsi su una rotta che incrocia persone vulnerabili che portano diverse problematicità rispetto alle quali è possibile predisporre percorsi che non abbiano la frammentazione tipica dei servizi in emergenza ma che agiscano sui comportamenti (mentalità e stile di vita) e non sulle categorie.

Per venire incontro alle difficoltà relative all’alloggiamento, la rete dispone di diversi tipi di strutture per esempio, il dormitorio comunale “Il Faro”, il dormitorio Caritas “Locanda del Samaritano”. L’ospitalità crea i presupposti per offrire un percorso d’inclusione socio-occupazionale, presupposto per una dignitosa soluzione del problema abitativo, rispetto al quale il comune offre un servizio di mediazione e dei buoni per sostenere il canone di locazione.

Per affrontare il fenomeno del disagio abitativo che investe fasce sempre più larghe di cittadini, anche in conseguenza della riduzione progressiva del mercato dell’affitto e dell’edilizia sovvenzionata l’amministrazione sta sviluppando politiche per il Social Housing prevedendo un programma integrato d’interventi tesi a migliorare l’offerta di alloggi, servizi, azioni e strumenti rivolti alle famiglie ed alle fasce più deboli che non riescono a soddisfare sull’attuale mercato immobiliare il bisogno abitativo.

Cataniaoggi

Fonte di provenienza dell'articolo

Articolo correlato:

–   Catania: La storia di Concetta, da due anni in strada «Ho vergogna di stare così nella mia città»

–    A Catania clochard per una notte

 

Tag: , , , ,

Senza fissa dimora. La tutela arriva dagli avvocati di strada

La Onlus Avvocato di strada diffonde l’assistenza legale gratuita ai cittadini senza fissa dimora. Con gli ultimi 3 Centri aperti in Sicilia a fine gennaio, sale a 26 il numero degli sportelli in Italia per un disagio in aumento. L’importanza dell’abitazione fissa e della residenza ai fini dei diritti di cittadinanza è spesso sottovalutata o addirittura ignorata.

di Lucia Russo –

senza tetto
La Onlus Avvocato di strada diffonde l’assistenza legale gratuita ai cittadini senza fissa dimora

Le persone senza fissa dimora non s’identificano solo nei barboni e nei popoli nomadi che la tradizione o la suggestione letteraria legano spesso ad un atto volontaristico di rottura col conformismo. L’appellativo oggi comprende tutti quelli che perdono la casa e che, non avendo abbastanza soldi da pagare un affitto, cadono in uno stato di povertà materiale e immateriale; in una condizione di disagio multiforme dove la libertà più che affermata a un livello ideale, è invece smarrita, perché dinanzi alle istituzioni statali cade per le persone coinvolte il riconoscimento di fondamentali diritti legati alla vita quotidiana.

I diritti persi dalle persone ‘senza fissa dimora’

Il principale problema delle persone senza casa è la mancanza della residenza. L’assenza dal registro anagrafico della popolazione comporta il fatto di non poter godere di alcuni diritti inalienabili per la stessa Costituzione, e cioè il diritto al voto, all’assistenza sanitaria di base (medico di famiglia) al lavoro in regola e all’abitazione stessa (si pensi alle graduatorie per la casa popolare). Queste persone sono sottoposte anche a un forte disagio psicofisico e a frequenti malanni, ai quali si aggiungono i soprusi e le prevaricazioni di vario genere che subiscono ogni giorno senza potersi difendere.

Dall’idea di fornire un qualificato e organizzato sostegno per la loro difesa, nel 2000 è nato a Bologna il progetto Avvocato di Strada, pensato e realizzato all’interno dell’associazione Amici di Piazza Grande – Onlus, sorta e affermatasi come esperimento di sistema integrato d’interventi in ambito sociale. Il Progetto ha fin da subito ottenuto il consenso di singoli cittadini e l’adesione di altre associazioni, prima tra tutte l’associazione bologneseNuovamente e dal 2001 a oggi sono di seimila le pratiche aperte e oltre duemila le persone, tra italiani e stranieri, seguite dall’associazione. Abbiamo rivolto alcune domande all’Avvocato Giuseppe Rapisarda, coordinatore dello sportello di Catania.

legge
L’importanza dell’abitazione fissa e della residenza ai fini dei diritti di cittadinanza è spesso sottovalutata o addirittura ignorata

Quanti sono i senza fissa dimora in Italia?

Con una buona approssimazione, ce lo dirà a breve un apposito censimento. Difficile da misurare, il fenomeno è di per sé poco indagato ma l’Istat è attualmente impegnato insieme al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alla Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora) e alla Caritasitaliana, a delineare un quadro approfondito del fenomeno e del sistema di servizi formali e informali ad essi destinati in Italia.

Dalla prima fase dell’indagine è tuttavia trapelato il numero approssimativo di 50-60 mila persone senza fissa dimora (contro i 17.000 del 2001). Per quanto il dato non sia ufficiale, anche l’ultimo rapporto edito lo scorso novembre dalla Caritas (XI Rapporto su povertà ed esclusione sociale) rileva in Italia una forte crescita della condizione di povertà, con nuove forme, quali genitori separati che non riescono a mantenere due famiglie. Tra tutti coloro che si rivolgono alle Caritas, uno su quattro ha gravi problemi abitativi, che negli ultimi 4 anni risultano aumentati del 23,6%.

Da quando nel 2001 i volontari dell’Associazione Avvocati di Strada si sono messi al lavoro sono stati perfezionati due strumenti d’intervento principali. Il primo consiste nell’attribuire una residenza, tramite un domicilio virtuale degli interessati, ripristinando il possesso dei requisiti per l’assistenza sanitaria, il lavoro e il diritto al patrocinio gratuito, che è appunto il secondo mezzo di tutela, perché consente l’assistenza legale gratuita alle persone impossibilitate a sostenerne i costi e le spese.

Gli ultimi tre sportelli dell’associazione onlus sono stati inaugurati il mese scorso in Sicilia (Palermo, Siracusa e Catania). Sale così a 26 il numero dei punti della rete in funzione sul territorio nazionale. Le diverse sedi di Avvocato di strada costituiscono una dislocazione territoriale di un unico grande sportello sociale. La cosiddetta “residenza virtuale” è fissata presso una certa strada – nel nostro caso la sede che accoglie lo sportello – tramite la presentazione all’Ufficio dei Servizi Demografici del comune, di una istanza in cui si dice che la persona si è presentata al centro e vi stabilisce la propria residenza.

Il centro di Catania ha avviato dal 28 gennaio la propria attività. Tutti i martedì dalle 17.00 alle 19.00, senza bisogno d’appuntamento, un gruppo di 9 legali catanesi offrirà consulenza e assistenza gratuita ai senza fissa dimora, in via Sangiuliano 60/a, Sede dell’Ordine dei Cavalieri della Mercede.

poverta
Approssimativamente sono 50-60 mila le persone senza fissa dimora

Dall’inaugurazione abbiamo avuto un grande riscontro di attenzione da altri colleghi e dai media. Sono già affluite persone bisognose, segno che la sede messaci a disposizione, ha una buona collocazione perché la marginalità esiste anche in centro, e che la notizia del servizio comincia a diffondersi.

Avete una stima del numero di persone che in questa città vive senza fissa dimora?

No. Questa è un’operazione molto difficile. Quello che sappiamo, è che anche in Sicilia il fenomeno è in crescita, pur con delle differenze sostanziali rispetto al Nord. Molte di queste persone non dormono per strada, perché ricevono alloggio, pur temporaneo, da amici e familiari. Diciamo che la famiglia e la cerchia amicale fa ancora da rete, da ammortizzatore sociale. Questa circostanza è molto importante perché se la città ha vari punti di accoglienza per la somministrazione dei pasti, del vestiario e di altri generi di necessità, (ivi compresa qui la presenza di un medico volontario che fa visite mediche gratuite), è carente di dormitori pubblici o privati, e in alcuni periodi sappiamo che anche qui le notti sono molto fredde.

C’è qualcosa che trapela dall’avvio del Centro sulla perdita dell’abitazione?

Sì. Una scarsa consapevolezza dei propri diritti fondamentali. Giusto il nostro primo caso ha riguardato una signora che ha lasciato la casa per le pressioni del proprietario, pur senza ricevere uno sfratto. La mancanza di lavoro e l’abbandono del figlio hanno fatto il resto. La Signora non sapeva che in queste circostanze le sue ragioni perdevano possibilità di tutela.

Nota

L’associazione è aperta al contributo di altri professionisti e operatori volontari. Chi vuole partecipare all’iniziativa, può rivolgersi alla sede principale Avvocato di StradaAssociazione Amici di Piazza Grande O.N.L.U.S., Bologna. Tel. 051 397971 – Fax 051 3370670 – e-mail: avvocatodistrada@piazzagrande.it

Cataniaoggi

Fonte di provenienza dell'articolo

Articolo correalto:

Tutela legale gratuita per i senza tetto – Arrivano a Catania gli avvocati di strada

 

Tag: , , , , ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: