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“La laurea non sarà carta straccia” Profumo avvia la consultazione in tv On line un questionario ad hoc, ma spazio pure a Facebook e Twitter

Sui grandi temi il governo ha deciso che e’ opportuno sentire i cittadini attraverso la comunicazione formale, ma anche attraverso i social network come facebook e twitter”. Con queste parole il ministro dell’Universita’, Francesco Profumo, ha lanciato in diretta tv, al Tg1, la consultazione pubblica sul valore che dovra’ avere in futuro la laurea nei concorsi pubblici e per l’accesso alle professioni. Un tema che doveva essere inserito nel decreto sulle semplificazioni, ma su cui il premier Mario Monti ha deciso di sentire prima gli italiani, viste le numerose polemiche scoppiate al solo annuncio della novita’.

Scopo del governo, dare minor peso al pezzo di carta nelle progressioni di carriera interne alla Pubblica amministrazione, dopo che negli ultimi anni in troppi hanno fatto valere crediti lavorativi per ottenere piu’ in fretta la laurea e la promozione. In futuro dovranno contare di piu’, ha ricordato Profumo, “le competenze. Ci sara’ piu’ trasparenza. Le persone saranno valutate per quanto sapranno, non solo per il titolo. La maggior parte delle anomalie rispetto al valore della laurea- ha continuato il ministro- si sono verificate proprio nella Pa in cui trova impiego il 20% dei laureati”. Il governo vuole sapere “cosa ne pensano i cittadini di queste anomalie”.

banner consultazioneIl questinario ad hoc e’ on line da questa mattina sul sito del ministero dell’Istruzione (www.istruzione.it). Ci sara’ anche un richiamo sul sito del governo. Nella pagina di registrazione ci sono anche i link per diffondere la pagina del questionario su facebook e twitter e aprire la discussione sui social network.

“L’idea di fondo- si legge sul sito del ministero- e’ quella di trasformare la consultazione in un percorso, un elemento portante dell’azione di Governo che, prima di decidere, si ferma ad ascoltare la voce dei destinatari delle decisioni: i cittadini”. Gli italiani potranno dire la loro sul valore legale del titolo di laurea fino al 24 aprile prossimo. Il ministero produrra’ un documento riepilogativo basato sui contributi ricevuti. La consultazione, specificano i documenti di illustrazione messi a disposizione dal ministero, riguarda esclusivamente l’accesso alle professioni e il pubblico impiego.

Non e’ in discussione, ha ricordato anche Profumo, “il valore del titolo dal punto di vista accademico”. Ovvero per la progressione all’interno dei corsi accademici.

Per registrarsi bisogna fornire mail e codice fiscale, indicare la propria professione e titolo di studio. Si accede cosi’ al questionario diviso in quattro aree tematiche. La prima riguarda le professioni. Ci sono quattro quesiti: 1) Come giudicate la necessita’ di possedere uno specifico titolo di studio per poter esercitare una determinata professione? 2) Come valutate la necessita’ di possedere uno specifico titolo di studio per l’ammissione all’esame di abilitazione per l’esercizio di una professione? 3) Ritenete che vi siano professioni non regolamentate, per le quali dovrebbe essere richiesto uno specifico titolo di studio, attualmente non necessario? 4) Ritenete che vi siano professioni per le quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di prestazione che si e’ chiamati a svolgere?.

La seconda area riguarda il pubblico impiego. Le domande sono sei stavolta: 1) Ritenete necessario il possesso di uno specifico titolo di studio per l’accesso al pubblico impiego? 2) Ritenete necessario il conseguimento di un voto elevato, all’esito del percorso di studi svolto, per partecipare ai concorsi per l’accesso ad alcune tipologie di impiego/qualifiche nella pubblica amministrazione? 3) Come giudicate le disposizioni dei bandi di concorso che prevedono l’attribuzione di punteggi aggiuntivi a coloro che abbiano conseguito un voto di laurea elevato? 4) Ritenete che vi siano concorsi in cui, pun non essendo attualmente prevista, dovrebbe essere richiesta la laurea? 5) Ritenete che vi siano concorsi per i quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di funzioni che si e’ chiamati a svolgere? 6) Come giudicate la necessita’ che i dipendenti pubblici debbano possedere uno specifico titolo di studio ai fini delle progressioni di carriera cosiddette verticali?.

La terza area tematica riguarda la valutazione dei titoli di studio. Le domande sono quattro: 1) Come giudichereste una differenziazione qualitativa di titoli di studio nominalmente equivalenti? 2) Per quali finalita’ ritenete possa essere utile una una differenziazione fra titoli di studio nominalmente equivalenti? 3) Ai fini di una eventuale differenziazione di titoli di studio nominalmente equivalenti quali valutazioni ritenete che dovrebbero rilevare? 4) E chi dovrebbe operare le relative valutazioni?. Infine nella quarta sezione il governo chiede se l’utente ha ulteriori osservazioni da fare. La consultazione e’ aperta.

NON SARA’ CARTA STRACCIA – La volonta’ del governo di intervenire sul valore legale del titolo di studio accademico “non trasformera’ la laurea in carta straccia”. Lo assicura il ministro dell’Universita’, Francesco Profumo. Il governo, spiega il ministro, vuole “solo correggere alcune anomalie” rispetto al valore del titolo per l’accesso al pubblico impiego e alle professioni.

Fonte id provenienza dell'articolo

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