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Microsoft e MIUR piano nazionale scuola digitale Lavagna e gessetto non fanno più per te? Vuoi diventare una Scuola 2.0?

Una maggiore sensibilizzazione di docenti e studenti per mettere in luce le opportunità offerte della tecnologia per favorire nuove metodologie didattiche e migliorare l’apprendimento: questo l’obiettivo dell’Accordo firmato dal MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – e da Microsoft Italia. Read the rest of this entry »

 

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Prima prova maturità 2012: queste le tracce?

Che temi usciranno alla maturità 2012?

Maya, Steve Jobs, Titanic, crisi economica e calcio scommesse. Ecco tutti gli spunti probabili per il tema di italiano degli esami di maturità 2012.

Manca meno di un mese all’inizio degli esami di maturità. Ed è già tempo di tototraccia per la prima prova della maturità 2012. Molti gli argomenti che potrebbero essere scelti dal Ministero dell’Istruzione, visto che 2012 e 2011 sono stati ricchi di eventi e di anniversari. Ecco i temi più gettonati.
Argomenti caldi già da tempo sono la crisi economia mondiale, la primavera araba e il calcio scommesse. A sostegno del primo spunto, il fatto che ricorrono quest’anno i 10 anni della nascita dell’euro. La primavera araba invece ha coinvolto molti giovani. Infine, le vicende del calcio scommesse hanno avuto una brusca accelerata proprio pochi giorni fa.

Capitolo anniversari: nel 2012 ricorre il centenario della tragedia del Titanic. Se si aggiunge l’incidente della Costa Concordia di gennaio, i due eventi insieme potrebbero diventare il tema perfetto. 50 anni fa, invece, cominciava il Concilio Vaticano II: uno spunto per parlare di religione, a cui si potrebbe aggiungere pure la beatificazione di Giovanni Paolo II.
Il 2012, lo sapete, è l’anno dei Maya: un argomento che potrebbe essere riletto sia in chiave scaramantica, sia in tema della caducità della vita (sul tema si sono cimentati fior di scrittori e co abbiamo riflettuto tutti dopo la morte prematura di Marco Simoncelli e Amy Winehouse). E ancora, l’anno scorso era l’anno del 150esimo dell’Unità d’Italia e a sorpresa l’argomento fu snobbato in sede di maturità: non è che qualcuno l’ha tenuto da parte per il 2012, per caso?
Un altro tema potrebbe trattare di terrorismo, toccando trasversalmente la scomparsa di Bin Laden, Gheddafi e la strage di Oslo. Da ultimo la morte di Steve Jobs, il fondatore della Apple che ha rivoluzionato il mondo dell’informatica. Il suo discorso più noto: quel “stay hungry, stay foolish” lo disse proprio a dei ragazzi che terminavano il percorso di studi. Perfetto no, per la maturità?

Visita anche la nostra sezione sulla Maturità 2012, trovi altre guide per preparare l’esame, le ultime novità e indiscrezioni, moltissime tesine già svolte e saggi brevi. Inoltre nel nostro forum sulla maturità puoi entrare in contatto con altri maturandi e chiedere un aiuto.

studentville

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Suggerimento:

Siete alle prese con lo studio della maturità e volete qualche ricetta veloce da preparare per una colazione o una merenda sfiziosa e nutriente? Ecco i muffin alla banana e gocce di cioccolato, che vi faranno passare la stanchezza e ritornare il buonumore!

 Muffin alla banana e gocce di cioccolato (muffin del buonumore)

 

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Roma: Fiera internazionale delle Lingue

Dal 19 al 21 Aprile Roma ospita La Fiera Internazionale delle Lingue, un evento dedicato alla formazione linguistica a 360 gradi.

Studiare all'estero

Dal 19 al 21 Aprile Roma ospita la Fiera Internazionale delle Lingue, un evento dedicato alla formazione linguistica a 360 gradi. Saranno presenti gli stand di circa 40 istituzioni nazionali e internazionali, scuole, università, servizi di orientamento, enti di promozione turistica, associazioni, come: Ministero dell’Istruzione/ioStudio, Oxford University Press, British Council, Cambridge ESOL, ANILS, ESN-Erasmus, Visit Malta, AIESEC e molti altri. Tutti gli interventi sono mirati a comprendere l’importanza delle lingue nello scenario scolastico e lavorativo attuale e a conoscere metodi di apprendimento e programmi linguistici rivolti a più fasce di età. Interverranno infine società di selezione con suggerimenti su come redigere un cv internazionale e affrontare un colloquio di lavoro. Un’occasione unica per chi vuole avere un orientamento internazionale, per chi desidera studiare all’estero o si immagina un futuro lavorativo in società multinazionali sia in Italia che all’estero. L’evento è aperto anche alla partecipazione di insegnanti di lingue con le proprie classi, che potranno usufruire di materiale didattico in inglese e sperimentare la metodologia CLIL. E’ consigliabile contattare la segreteria organizzativa per assicurarsi la partecipazione a seminari e workshop:  segreteria.fieralingue@gmail.com

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“La laurea non sarà carta straccia” Profumo avvia la consultazione in tv On line un questionario ad hoc, ma spazio pure a Facebook e Twitter

Sui grandi temi il governo ha deciso che e’ opportuno sentire i cittadini attraverso la comunicazione formale, ma anche attraverso i social network come facebook e twitter”. Con queste parole il ministro dell’Universita’, Francesco Profumo, ha lanciato in diretta tv, al Tg1, la consultazione pubblica sul valore che dovra’ avere in futuro la laurea nei concorsi pubblici e per l’accesso alle professioni. Un tema che doveva essere inserito nel decreto sulle semplificazioni, ma su cui il premier Mario Monti ha deciso di sentire prima gli italiani, viste le numerose polemiche scoppiate al solo annuncio della novita’.

Scopo del governo, dare minor peso al pezzo di carta nelle progressioni di carriera interne alla Pubblica amministrazione, dopo che negli ultimi anni in troppi hanno fatto valere crediti lavorativi per ottenere piu’ in fretta la laurea e la promozione. In futuro dovranno contare di piu’, ha ricordato Profumo, “le competenze. Ci sara’ piu’ trasparenza. Le persone saranno valutate per quanto sapranno, non solo per il titolo. La maggior parte delle anomalie rispetto al valore della laurea- ha continuato il ministro- si sono verificate proprio nella Pa in cui trova impiego il 20% dei laureati”. Il governo vuole sapere “cosa ne pensano i cittadini di queste anomalie”.

banner consultazioneIl questinario ad hoc e’ on line da questa mattina sul sito del ministero dell’Istruzione (www.istruzione.it). Ci sara’ anche un richiamo sul sito del governo. Nella pagina di registrazione ci sono anche i link per diffondere la pagina del questionario su facebook e twitter e aprire la discussione sui social network.

“L’idea di fondo- si legge sul sito del ministero- e’ quella di trasformare la consultazione in un percorso, un elemento portante dell’azione di Governo che, prima di decidere, si ferma ad ascoltare la voce dei destinatari delle decisioni: i cittadini”. Gli italiani potranno dire la loro sul valore legale del titolo di laurea fino al 24 aprile prossimo. Il ministero produrra’ un documento riepilogativo basato sui contributi ricevuti. La consultazione, specificano i documenti di illustrazione messi a disposizione dal ministero, riguarda esclusivamente l’accesso alle professioni e il pubblico impiego.

Non e’ in discussione, ha ricordato anche Profumo, “il valore del titolo dal punto di vista accademico”. Ovvero per la progressione all’interno dei corsi accademici.

Per registrarsi bisogna fornire mail e codice fiscale, indicare la propria professione e titolo di studio. Si accede cosi’ al questionario diviso in quattro aree tematiche. La prima riguarda le professioni. Ci sono quattro quesiti: 1) Come giudicate la necessita’ di possedere uno specifico titolo di studio per poter esercitare una determinata professione? 2) Come valutate la necessita’ di possedere uno specifico titolo di studio per l’ammissione all’esame di abilitazione per l’esercizio di una professione? 3) Ritenete che vi siano professioni non regolamentate, per le quali dovrebbe essere richiesto uno specifico titolo di studio, attualmente non necessario? 4) Ritenete che vi siano professioni per le quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di prestazione che si e’ chiamati a svolgere?.

La seconda area riguarda il pubblico impiego. Le domande sono sei stavolta: 1) Ritenete necessario il possesso di uno specifico titolo di studio per l’accesso al pubblico impiego? 2) Ritenete necessario il conseguimento di un voto elevato, all’esito del percorso di studi svolto, per partecipare ai concorsi per l’accesso ad alcune tipologie di impiego/qualifiche nella pubblica amministrazione? 3) Come giudicate le disposizioni dei bandi di concorso che prevedono l’attribuzione di punteggi aggiuntivi a coloro che abbiano conseguito un voto di laurea elevato? 4) Ritenete che vi siano concorsi in cui, pun non essendo attualmente prevista, dovrebbe essere richiesta la laurea? 5) Ritenete che vi siano concorsi per i quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di funzioni che si e’ chiamati a svolgere? 6) Come giudicate la necessita’ che i dipendenti pubblici debbano possedere uno specifico titolo di studio ai fini delle progressioni di carriera cosiddette verticali?.

La terza area tematica riguarda la valutazione dei titoli di studio. Le domande sono quattro: 1) Come giudichereste una differenziazione qualitativa di titoli di studio nominalmente equivalenti? 2) Per quali finalita’ ritenete possa essere utile una una differenziazione fra titoli di studio nominalmente equivalenti? 3) Ai fini di una eventuale differenziazione di titoli di studio nominalmente equivalenti quali valutazioni ritenete che dovrebbero rilevare? 4) E chi dovrebbe operare le relative valutazioni?. Infine nella quarta sezione il governo chiede se l’utente ha ulteriori osservazioni da fare. La consultazione e’ aperta.

NON SARA’ CARTA STRACCIA – La volonta’ del governo di intervenire sul valore legale del titolo di studio accademico “non trasformera’ la laurea in carta straccia”. Lo assicura il ministro dell’Universita’, Francesco Profumo. Il governo, spiega il ministro, vuole “solo correggere alcune anomalie” rispetto al valore del titolo per l’accesso al pubblico impiego e alle professioni.

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Articolo correalto:

Valore legale della laurea, oggi al via la consultazione

Spieghiamo: equipollenza laurea ed equiparazione

 

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Università di Catania: tasse alle stelle per gli studenti

Il costo sta diventando insostenibile per tutti, ma i piani alti se ne fregano

Forse studiare alla Bocconi adesso costa meno che farlo all’Università di Catania: in questi giorni gli studenti etnei si sono ritrovati sui propri account del Portale Studenti del sito http://www.unict.it la seconda e la terza rata da pagare; la prima entro il 31 di marzo e la seconda entro il 31 di maggio. Arrivano i cosiddetti MAV e chi ha già controllato la cifra da pagare è caduto dalla sedia, qualora non fosse già in piedi.

Già, perchè l’aumento è stato fortissimo, circa il 38% rispetto agli anni passati. Chi non ha nulla o quasi da dichiarare si ritrova un massimo di 120 euro da pagare entro maggio, ma i dolori arrivano per chi ha un reddito medio, quello percepito da un medio impiegato-padre di famiglia. Lì la situazione diventa insostenibile… il suddetto genitore si troverà a pagare entro maggio circa una mensilità del suo stipendio.

Ecco il prospetto delle tasse, reddito per reddito, nelle 29 fasce stabilite secondo il regolamento del 2010/2011:

Guardate e dite se non è vero che ormai ci si trova al paradosso… Come si fa a trovare tutti questi soldi?

Per di più il prossimo 22 marzo ci sarà una consultazione pubblica sul sito del Ministero dell’Istruzione sulla “eliminazione del valore legale della laurea”. Rimane da buttare tutto alle ortiche… perchè se la laurea non dovesse avere più un valore legale, tutti gli studenti si ritroveranno a studiare e a pagare per un qualcosa che non ha motivo più d’esistere e che avrà meno peso di quello avuto fino ad oggi per gli scopi lavorativi.

Ma stiamo scherzando o cosa? Cioè si pagano tasse con una cifra esorbitante per avere un pezzo di carta che rasenta l’hobby? Ma si può sostenere tutto questo?

Senza parlare poi della preparazione e dei servizi agli studenti, i siti di facoltà sono inaffidabili, i professori introvabili anche ai ricevimenti, se desideri avere informazioni devi fare da spola per un’ora da un ufficio ad un altro, le date degli esami non si sa dove si trovano. E non è tutto! Se sei fortunato a prenotarti e trovi l’aula dove il professore tiene l’esame, ti ritrovi a doverlo sostenere in spazi angusti, pieni zeppi di altri tuoi colleghi. Per non parlare delle strutture: spesso inadeguate e mancanti del necessario per il minimo apprendimento. Bar? Mense? Piccole e costosissime anche per chi possiede il tesserino emanato dall’amministrazione dell’Università stessa. Laboratori??? Dove??

E chi fa parte ancora di uno dei vecchi ordinamenti? Bè… se vuoi trovare informazioni per questi “vetusti” corsi, almeno ormai così li chimano i prof, prima vai a Lourdes, poi se ne parla.

Lavika Web Magazine Notizie

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DOMANI A CATANIA VERRÀ PRESENTATO IL PRIMO CORSO DI FORMAZIONE PER INSEGNANTI E OPERATORI DELLA RETE “ORTI DI PACE DI SICILIA”

 Mercoledì 22 febbraio, alle 15 e 30, nel Dipartimento dei Processi formativi, in via Biblioteca 4, a Catania, si terrà una Tavola rotonda di presentazione del primo Corso di formazione per insegnanti e operatori della rete Orti di pace di Sicilia, dal titolo “Progetto, scuola e territorio: coltura, cultura, intercultura”. L’iniziativa vede coinvolte numerose scuole della Provincia etnea, che hanno già aderito alla rete: l’Istituto Comprensivo “Coppola” di Catania, l’Istituto Comprensivo “D’Annunzio Don Milani” di Catania, l’Istituto Comprensivo “La Mela” di Adrano, l’Istituto Comprensivo “Verga” di Fiumefreddo di Sicilia, il Circolo Didattico “Verga” di Riposto, il II Circolo Didattico di Giarre, il Circolo Didattico di Biancavilla e il Circolo Didattico di Mascali. Il progetto degli Orti di pace, frutto di un protocollo d’intesa, si propone l’obiettivo di sviluppare una cultura della terra e la consapevolezza dei quotidiani comportamenti di consumo. Un’esperienza educativa e didattica che nasce dal sinergico accordo tra insegnanti, pedagogisti, responsabili della salute, dell’istruzione e della promozione sociale che operano sul territorio regionale. Negli oltre due anni di attività sono entrati nella rete con i propri orti, giardini e arboreti, scuole, centri di riabilitazioni, carceri, ospedali, enti locali e associazioni no-profit. Alla tavola rotonda prenderà parte anche Vinicio Ongini, rappresentante dell’Ufficio per l’integrazione degli studenti stranieri del Ministero dell’Istruzione, che presenterà il suo libro “Noi a scuola”, nel quale sono citate alcune delle esperienze più significative realizzate nelle scuole, tra cui quella degli Orti di pace. Coordinerà i lavori la docente di Modelli di progettazione pedagogica e politiche educative del Dipartimento dei Processi formativi, Maria Tomarchio

Paesi Etnei Oggi

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Scuola, come cambia la mappa in Sicilia il dimensionamento cancella 146 istituti – con tabella provincia per provincia

Ultime news : DIMENSIONAMENTO SCUOLE A.S.2012/13 – REGIONE SICILIA    (Notizia 10 Marzo 2012)

 

Grazie agli accorpamenti tra scuole o parte di esse il 13 per cento degli istituti siciliani cambierà nome o sarà assorbito perdendo l’autonomia. Le tabelle provincia per provincia

di SALVO INTRAVAIA

Scuola, come cambia la mappa in Sicilia il dimensionamento cancella 146 istitutiScuole “soppresse”, istituti smembrati e decine di poltrone di preside e segretario cancellate. La proposta uscita dal Tavolo tecnico sul dimensionamento della rete scolastica siciliana, svoltosi a Palermo dal 30 gennaio al 1 febbraio, cambierà la geografia della scuola siciliana: 146 istituzioni scolastiche della regione, il 13 per cento del totale, a settembre, perderanno l’autonomia scolastica. Ma sono almeno il doppio le scuole dell’Isola coinvolte nella “ristrutturazione” della mappa scolastica siciliana. Ecco, in esclusiva, il dettaglio provincia per provincia.

LE TABELLE PROVINCIA PER PROVINCIA

Agrigento
Caltanissetta
Catania
Enna
Messina
Palermo                                                                                                                                                                                        

Ragusa 
Siracusa
Trapani

Scuole, accorpamenti in provincia di Catania

COMUNE ACCORPAMENTI
Aci Castello/Acitrezza IC Rimini (Acitrezza)/plesso Ficarazzi dell’IC Falcone (Aci Castello)
Aci Castello IC Verga/IC Falcone
Acireale I CD di Acireale + plesso M. Ammalati dell’IC Arista (soppresso)
Acireale CD Rodari/IC Arista
Acireale IC Vigo Fuccio-La Spina/plesso Fanciulli del II CD di Acireale
Acireale Plesso Ferretti, plesso Sciascia e Ist. Penale del IV CD + plesso centrale SM Galilei (soppressa)
Acireale IC Giovanni XXII + plessi Savio e Sciuti IV CD + plessi Piano d’Api, Fiandaca e Pennisi dell’IC Fuccio-La Spina
Bronte CD Spedalieri/II CD Bronte/SM Castiglione, che daranno vita a 2 IC
Caltagirone CD Pascoli/CD Montessori/CD Don Bosco (soppresso)/IC Arcoleo/IC Godetti/IC Da Feltre/IC Narbone daranno vita a 6 IC
Catania CD Padre S. Di Guardo (San G.nni Galero)/SM Quasimodo
Catania IC Capuana/IC Vespucci
Catania IC Mascagni/IC Montessori
Catania IC Monterosso/IC Don Milani
Catania IC Capponi-Recupero (soppresso)/IC Malerba
Catania IC Feltre+plesso via Monte Po’ dell’IC Ungaretti (soppresso)
Catania SM Giovanni XXIII+plesso SM dell’IC Ungaretti
Catania IC De Sanctis/IC Coppola
Catania CD Livatino/IC Verga
Giarre I CD di Giarre/plesso S. Giovanni dell’IC Ungaretti (soppresso)
Giarre II CD di Giarre/SM Macherione (soppressa)
Giarre III CD di Giarre/plesso Tre punti dell’IC Ungaretti
Grammichele CD Mazzini/SM Galileo Galilei
Grav. di Catania IC Tomasi di Lampedusa/CD Mattarella (soppresso)
Mascali CD di Mascali/IC L. Grassi
Paternò/Ragalna IC Mongibello (Ragalna)/IC Marconi (Paternò)
Piedimonte Etneo/Calatabiano IC Galilei (Piedimonte Etneo)/IC Macherione (Calatabiano)
Raddusa/Castel di Judica IC Verga (Raddusa)/IC L. Da Vinci (Castel di Judica)
Ramacca IC Verga/IC De Cruyllas
Riposto CD Verga/SM Galilei-Pirandello
San Cono/M. Imbaccari/San M. di Ganzaria IC Falcone (San Cono)/IC Costa (S. M. di Ganzaria)/IC De Amicis (Mirabella Imbaccari)
Santa Venerina CD Santa Venerina/IC Manzoni
Scordia CD Verga/2 corsi della SM Amari-L. Da Vinci
Scordia CD Collodi/7 corsi della SM Amari-L. Da Vinci
Acireale IPSIA Meucci/IT Majorana
Caltagirone IS Cocuzza/IT Euclide
Catania IT De Felice-Giuffrida/IP Olivetti
Riposto IS Rizzo-Colajanni+sezioni di IP Pantano-Olivetti
N° ISTITUZIONI CHE PERDONO L’AUTONOMIA SCOLASTICA IN PROVINCIA DI CATANIA
1° SETTORE (ELEMENTARE E MEDIA) 2° SETTORE (SUPERIORE) TOTALE
27
4
31
LEGENDA
IC istituto comprensivo
CD circolo didattico
SM scuola media
IS istituto superiore
LS liceo scientifico

Nonostante lo sforzo di concertazione operato dai componenti del Tavolo  –  rappresentanti degli enti locali, sindacati, rappresentanti degli uffici regionali del ministero dell’Istruzione e dell’assessorato regionale all’Istruzione, con in testa il direttore generale Ludovico Albert  –  per consegnare alla Sicilia, come richiesto dal governo Berlusconi, una rete scolastica più funzionale e meno costosa la Regione resta lontana dagli obiettivi fissati da Roma. E per portare a casa questo primo risultato l’assessore regionale all’Istruzione, Mario Centorrino, dovrà convincere il ministro Francesco Profumo a concedere una deroga sulle scuole con meno di 600 alunni, per attuare il Piano in tre anni, e firmare l’Intesa prevista prima del decreto assessoriale definitivo.
Nel frattempo, si è già aperta la gara a chi tira di più la giacca all’assessore Centorrino per modifiche “dell’ultimo momento” che evitino a qualche scuola di soccombere sotto il peso del dimensionamento. E, con le elezioni amministrative in vista, resistere non sarà facile. Il criterio è il seguente: se una scuola viene accorpata ad un’altra sottodimensionata è quest’ultima ad essere soppressa; se vengono accorpate due istituzioni scolastiche entrambe sottodimensionate è il preside “meno anziano” a fare le valigie.

L’anno scorso, per “costringere” le regioni, che in materia di dimensionamento della rete scolastica hanno la competenza esclusiva, ad affrontare in fretta la questione, il governo Berlusconi ha operato due semplici mosse. Nella Finanziaria di luglio ha inserito l’obbligo  –  contestato da diverse regioni, che si sono rivolte ai giudici amministrativi e alla Corte costituzionale  –  di accorpare scuole elementari e medie per formare istituti comprensivi di almeno mille alunni. E per essere certi di non essere stato frainteso la postilla che da settembre negherà la dirigenza scolastica e la poltrona di direttore dei servizi amministrativi (che una volta si chiamava “segretario”) alle scuole con meno di 600 alunni, che a settembre passeranno in “reggenza”.

La deroga richiesta da Centorrino a Profumo servirà appunto a mantenere, anche per il prossimo anno, preside e segretario nelle scuole siciliane sottodimensionate. “Se non ci saranno modifiche dell’ultima ora con le solite incursioni di matrice lobbistica e clientelare, che in queste ore vengono richieste a gran voce da più parti con nobili ragioni che nascondono la verità  –  dichiara Giusto Scozzaro, della Flc Cgil siciliana  –  la Regione sottoporrà al ministero un piano di dimensionamento in deroga ai parametri fissati dal governo passato, avvalendosi delle prerogative autonomistiche della Sicilia e della legge regionale 6 del 2000”. “E’ stato un lavoro complesso e  difficile perché soggetto a pressioni esterne che nulla hanno a che vedere con il buon funzionamento della scuola, ma  che rispondono a logiche elettorali e a immorali favoritismi”.

Ma la Sicilia, con 146 istituzioni scolastiche “dolorosamente” cancellate, ha fatto soltanto il primo passo. Il ministero aveva ipotizzato un taglio di 262 scuole elementari e medie e sono 350 le scuole superiori dell’Isola che attualmente viaggiano sotto i 600 alunni. Così, il “taglio” operato da Palazzo d’Orleans rappresenta soltanto il 24 per cento di quello previsto. Si accontenterà Monti, alle prese con la sistemazione dei conti pubblici più impegnativa degli ultimi decenni?

Repubblica Palermo

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