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Una proposta di sviluppo per Catania – La Camera di Commercio con la collaborazione del Dipartimento Impresa Culture Società dell’Università degli Studi di Catania diretto dal professore Rosario Faraci- ha presentato la sua proposta: un modello di sviluppo integrato che punta sui settori del commercio e del turismo per la loro capacità di crescere sui mercati esteri.

Integrazione Commercio-Turismo, “perché la Sicilia ha bisogno di valorizzare l’esistente”pubblico 560Il recente studio commissionato da Unioncamere prospetta, almeno sino ai prossimi due anni, il calo dei consumi soprattutto al Meridione, dovuto in massima parte al rallentamento degli investimenti e alla riduzione del reddito delle famiglie per effetto delle politiche fiscali e dell’aumento dei prezzi. Dunque, l’aspettativa è di aggravamento della disoccupazione, “che al Sud può raggiungere livelli ancora più negativi”. “Tra tagli ai trasferimenti e inasprimento del Patto di stabilità – ha osservato il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione – Regioni, Province e Comuni vedranno ridotti i loro bilanci di -7,3 miliardi per il 2011, di -19,5 miliardi per il 2012 e di quasi -20 miliardi per il 2013. La conseguenza immediata è il drastico calo degli investimenti degli Enti locali. Secondo le rilevazioni della Corte dei Conti, infatti, si è arrivati ad una contrazione del -23% delle risorse. E’ necessario intervenire sul Patto di stabilità, aprendo un tavolo per modificare le regole e consentire l’utilizzo delle risorse per i pagamenti bloccati nelle casse di Province e Comuni. Per le Province si tratta di almeno 2 miliardi di euro; risorse consistenti che si potrebbero destinare allo sviluppo”.
In questo contesto, i territori sono chiamati ad elaborare strategie di vera e propria “resistenza” alla crisi. In particolare nella Provincia di Catania da tempo si registra uno stato di emergenza sociale, assumendo come indicatore il diritto all’abitazione. “Sono 11.800 i  cittadini inseriti nelle graduatorie per l’assegnazione di una casa popolare,  ben  496 le domande per assegnazione casa a seguito di sfratto e 115 le domande per l’assegnazione di  un’ abitazione a seguito di ordinanza di sgombero”, denuncia la segretaria del Sunia di Catania, Giusy Milazzo.

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Rosario Faraci

A Catania la Camera di Commercio- in occasione della tradizionale Giornata dell’Economia che si svolge annualmente nel mese di maggio e con la collaborazione del Dipartimento Impresa Culture Società dell’Università degli Studi di Catania diretto dal professore Rosario Faraci- ha presentato la sua proposta: un modello di sviluppo integrato che punta sui settori del commercio e del turismo per la loro capacità di crescere sui mercati esteri. “L’agroalimentare vocato all’export e il turismo in grado di attrarre ricchezza dalle altre regioni o dagli altri stati. La loro integrazione- spiega il professore Faraci- può favorire un incremento del prodotto interno lordo a livello provinciale attraverso una più forte immissione di valuta straniera”.

Gli appassionati di automobilismo sanno bene che non basta il motore, stante che bisogna poi costruire tutto intorno la macchina e infine affidarla ad un buon pilota. Catania appartiene ad un contesto regionale carente sotto il profilo della dotazione infrastrutturale. Aspetto non secondario ai fini dello sviluppo dei territori, è principio assodato in Economia. Eppure la politica siciliana, negli ultimi quattro anni almeno, si è ingessata intorno al dibattito sulla realizzazione del Ponte, quasi che tutto il resto al di qua dello Stretto fosse capace di auto generarsi. Pur tralasciando il contesto, Catania sconta problemi di vivibilità recentemente denunciati dalla Funzione Pubblica CGIL. Secondo il sindacato, il corpo dei Vigili Urbani di Catania ha una carenza di organico stimata in 900 unità.
Resta poi la questione del lavoro alle giovani generazioni, che interseca l’organizzazione del commercio.

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Pietro Agen

La proposta della Camera di Commercio privilegia la creazione dei centri commerciali naturali in controtendenza ai tradizionali centri commerciali. “Non mi preoccupa il giovane che emigra – spiega il presidente della Camera di Commercio di Catania, Pietro Agen- a condizione che i territori creino le condizioni per scegliere se restare, partire o ritornare. E’ molto complicato, invece, chiedere ad un cinquantenne di spostarsi alla ricerca di un nuovo lavoro”. I centri commerciali offrono posti di lavoro a contratto determinato, spesso riservati ai trentenni: in altri termini, nessuna certezza e basse retribuzioni. L’Assemblea regionale, nell’ultima finanziaria, aveva posto le premesse per frenare il moltiplicarsi di queste mega strutture commerciali, salvo l’impugnativa del Commissario dello Stato in nome del principio della libera concorrenza. Il rischio ora è la desertificazione delle città a seguito della mortalità delle piccole botteghe.

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L’Italia è piena di casalinghe: quelle etnee ci spiegano perchè

I dati ISTAT, recentemente pubblicati, parlano di un’Italia di casalinghe. Un giro tra le casalinghe etnee e le associazioni di categoria per capire meglio la loro posizione e come vengono considerate dalla società

di Dorotea Lo Greco

dati ISTAT, recentemente pubblicati, parlano di un’Italia di casalinghe. Il numero, infatti, è alto: pari a 4 milioni 879mila del 2011-per le donne tra i 15 e i 64 anni – nonostante il calo del 5.9% rispetto al 2004. L’aspetto interessante è l’aumento dei casalinghi, con la “i” finale, a sottolineare che anche gli uomini sono sempre più interessati dal fenomeno dei lavori di casa e della cura della famiglia.
Dei quasi 5 milioni di casalinghe in Italia, il 50% si trova nel Mezzogiorno. Darsi una ragione o una pseudo-giusticazione non appare poi così tanto ovvio. E la domanda più evidente è come mai siano considerate appartenenti alla categoria della popolazione inattiva.Ma le stesse casalinghe, quelle del 2012 e della provincia di Catania, come pensano di essere viste dalla società?“Il ruolo della casalinga, in certi casi è cambiato, in altri sicuramente no, dipende dal contesto sociale. Per quanto mi riguarda – spiega la signora Lucia M.,di 59 anni – più che una scelta vera e propria, è stata una necessità quella di rimanere a casa e crescere i miei figli, ben 5, e non fare mancare nulla. Dalla società, da un punto di vista consumistico, veniamo viste positivamente: ci occupiamo della spesa e dell’acquisto di tutti i prodotti per la casa. Ma spesso e volentieri, veniamo sottovalutate, messe ai margini, solo perché non siamo pagate al pari delle nostre “colleghe” che siedono in uffici o in altri posti di lavoro. Sul fenomeno casalinghi, uomini cioè, non credo che si tratti di un aspetto presente nel Mezzogiorno: un po’ per formazione culturale, visto che è sempre stato l’uomo a “portare il pane in casa”; però,ad oggi, con questa situazione di crisi, in famiglie nelle quali i padri o sono precari o sono stati licenziati, c’è stata una esigenza di rivedere i ruoli. Siamo cambiate, rispetto a 40 anni fa, perché svolgiamo anche attività a sostegno di altri settori della società: io ad esempio sono rappresentante della classe di mio figlio più piccolo e sono catechista impegnata in molte attività parrocchiali “.Dai toni più amari la dichiarazione della signora Randone, casalinga di 49 anni. “Mi definisco appartenente ad una categoria di “disgraziate”, diciamo così, anche se il termine è forte. Però, è vero, siamo considerate poco o nulla dalla Società, siamo messe ai margini e non siamo tutelate affatto. In realtà, sono convinta che svolgiamo più lavoro noi,che le nostre colleghe che probabilmente, potendoselo permettere, avranno qualcuno che sbriga loro le faccende di casa..ma anche per il solo motivo,che si possono permettere una vita diversa,anche in questo periodo di crisi..e poi io avverto,rispetto a queste donne in carriera,di essere vista dall’alto verso il basso e di essere considerata qualcosa in meno, che conta poco..ecco!”.

Ma se la Società le “etichetta” come settore che non genera profitto, dall’altro lato, in tutta Italia, esistono delle Associazioni di categoria che combattono giorno per giorno in tutela e difesa dei loro diritti.

Carolina Inferreri, di A.I.D.E. -Associazione Indipendente Donne Europee- puntualizza come uno dei loro cavalli di battaglia sia stata la pertinente distinzione tra donne che sono casalinghe perché non lavorano- o perché sono in cerca di un’occupazione- e donne che, pur lavorando, lo sono ogni volta che lasciando il posto di lavoro, rivestono i panni della “donna di casa”.

“Il lavoro della donna è stato riconosciuto da poco, con l’assicurazione infortuni domestici del 2001 dell’allora governo D’alema. La nostra associazione ha fatto in un primo momento informazione e poi ha prestato, gratuitamente,servizio presso l’INAIL. Si tratta di una legge, quindi, c’è un preciso obbligo. Esistono però dei punti critici, primo fra tutti, la soglia di invalidità, ad oggi del 26% circa,che fa scattare l’assicurazione;uno dei nostri obiettivi,sarebbe quella di farla diminuire,e quindi di chiedere delle modifiche a questa legge,della quale,in verità,non si sente più parlare come all’inizio. Il tutto consterebbe di un versamento su un bollettino che varia a seconda delle fasce di reddito: al di sotto dei 9.000/7.000 euro,l’interessata sarebbe assicurata gratuitamente. Ad oggi, però, lo Stato non ha chiesto il pagamento degli arretrati: non mi stupirei, se in un momento critico come questo, il governo Monti rispolverasse la legge, per chiedere i contribuiti ed arricchire le casse dello Stato!”, precisa la Inferreri. “Il malcontento delle associate è sempre uno: lo Stato non ha fatto nulla per questa categoria che fa aumentare annualmente dell’1% il PIL; queste donne vorrebbero lasciare il lavoro agli uomini,ma chiedono una retribuzione mensile,perché,pur trattandosi di un lavoro sommerso,è comunque immenso. E’ pure vero,d’altro canto,che molte di queste donne hanno imparato ad autogestioni,ad esempio dedicandosi ad attività quali la realizzazione di oggetti artiginali e la conseguente mostra dei prodotti,in gemellaggio,spesso e volentieri,con altre associazioni presenti nel resto del mondo” conclude.

Anche la signora Palermo Natascia, della sede di Grammichele, elenca in che modo queste donne si dedicano, gratuitamente,alla Società. “Ci incontriamo a cadenza settimanale e curiamo attività: partecipiamo a corsi di pittura, svolgiamo attività di catering presso un agriturismo della zona, organizziamo corsi di formazione,corsi di “cake designer” e poi ci dedichiamo al volontariato. Quello che le associate chiedono, più di tutto il resto, è di poter parlare con lo psicologo e di essere inserite ,a pari titolo delle altre, nella Società: è vero che lo stereotipo della casalinga non è quello di una volta perché siamo donne emancipate ed attive, però riscontriamo ancora degli aspetti negativi: c’è chi è costretto e vive il disagio di arrivare a fine mese o chi subisce certe condizioni familiari piuttosto critiche e complesse. In ultimo, delle volte, avvertiamo che le altre donne che lavorano ci fanno subire una sorta di complesso di inferiorità, anche se molte altre ci dimostrano solidarietà”.

E ieri, Giovannella Spina Barbagallo, presidente di un’altra associazione a tutela delle casalinghe, è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Napolitano. ” Da tre anni a questa parte il presidente della Repubblica invita per questa occasione speciale di grande riflessione, anche la delegazione delle casalinghe a testimonianza dell’importante valore del lavoro che queste donne svolgono all’interno del focolare domestico, divenendo fulcro centrale della famiglia, una famiglia, in questa particolare fase di crisi, che va guidata esattamente come un’azienda. Al termine della cerimonia ufficiale ricorderemo al capo di Stato di intervenire per sollecitare il Governo Monti nell’adozione di alcuni provvedimenti. Il Moica ha proposto modifiche alle leggi 565/96 sul trattamento previdenziale e legge 493/99 sulla prevenzione e copertura in casi di infortuni domestici,necessarie a migliorare normative che, pur importanti sul piano del principio, sono carenti sul piano delle prestazioni. Altro grave e delicato problema posto sul tappeto è stato quello del trattamento di reversibilità, per il quale il Moica ha raccolto firme a conferma di quanto la situazione del coniuge superstite sia sentito e vissuto con sofferenza“.

Anche il vicepresidente nazionale del Moica, Camilla Occhionorelli, ricorda quanto valore abbia il lavoro familiare,visto che la donna viene paragonata ad un manager dell’azienda familiare.

“Chi oggi pensa che le casalinghe si occupino solo di rassettare la casa, allora sbaglia davvero. Siamo in epoche diverse rispetto al passato, la famiglia va paragonata ad una pianta che va ogni giorno curata, innaffiata, potata opportunamente per crescere forte e rigogliosa. Una famiglia piena di valori, come accade ancora oggi, soprattutto al Sud. Anche per questo motivo la delegazione nazionale che sarà ricevuta dal presidente Napolitano, vede la presenza della presidente del Moica Sicilia, Giovannella Spina Barbagallo, una donna piena di energia che ben rappresenta il territorio e che abbiamo fortemente voluto alla guida di una regione così importante“.

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Terza edizione di “Un Gol per la Vita”, sport e festa per fare prevenzione stradale

Giovanni Calì presidente di “SaperexGuidare” ideatore della partita Nazionale Attori vs Stelle Siciliane

Dopo il grande successo della scorso anno, ritorna l’evento “Un gol per la vita” – ideato dall’Associazione SaperexGuidare, da anni impegnata in campagne di sensibilizzazione e prevenzione stradale – che si terrà il 5 maggio alle ore 10,00 presso lo Stadio sportivo di Trecastagni, grazie al sindaco Giuseppe Messina e al sostegno della Provincia di Catania.
Una giornata in cui lo sport diventerà uno strumento per veicolare messaggi dalla fortissima rilevanza sociale.
Una partita che vedrà coinvolte in un incontro diretto, la Nazionale di calcio Attori e la squadra di Stelle Siciliane.
«Abbiamo voluto riproporre questo evento, dopo l’entusiasmante successo dello scorso anno – spiega Giovanni Calì, presidente nazionale dell’Associazione SaperexGuidare – per raccogliere fondi che serviranno interamente alla realizzazione di progetti su prevenzione e sicurezza stradale con l’intento di sensibilizzare i giovani sull’uso dei sistemi di sicurezza e sul rispetto del codice della strada. La partita si svolgerà in memoria di quei giovani e giovanissimi che hanno perso la vita in incidenti stradali non per tragica fatalità, ma a causa di violazione di regole».
“Un gol per la vita” vedrà il coinvolgimento di attori famosi e di stelle siciliane. Tutti insieme, con la loro entusiasta partecipazione, si faranno portavoce dell’importanza di simili campagne di sensibilizzazione e prevenzione stradale.
Giuseppe Castiglia – da anni testimonial di SaperexGuidare, che supporta l’associazione anche con “ospitate” nella sua trasmissione di successo “Allakatalla”, su Radio Studio Centrale insieme al direttore Fabio Formosa – sarà il mattatore dell’evento e intratterrà il pubblico sugli spalti e i giocatori in campo con la sua verve comica.
Il presentatore Ruggero Sardo, oltre a giocare in porta nella squadra Stelle Siciliane, terrà la conferenza stampa di presentazione dell’evento.
Tra le Stelle Siciliane anche attori siciliani come: Gaetano Aronica, Domenico Gennaro, Fabrizio Catalano, Gaetano Pappalardo e Cristiano Di Stefano, questi ultimi inviati speciali della trasmissione domenicale “Quelli che il calcio” di RAI 2, e tanti altri ancora.
Un evento che ha raccolto grandi riscontri, come dimostrato da quanti hanno sposato l’iniziativa: «Desidero ringraziare quanti parteciperanno a questa manifestazione: le istituzioni che ci stanno supportando, l’attore Francesco Giuffrida, uno dei dirigenti nonché tesoriere della nazionale Attori, Giuseppe Castiglia, l’avv. Corrado Labisi che supporta la nostra iniziativa, Damiano Capuano responsabile catanese dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada, il grafico Bruno Marchese e tutti gli sponsors che ci hanno sostenuto e continuano a farlo».
Il costo del biglietto è di soli 5 euro.
Non possiamo che condividere in pieno l’appello del presidente Giovanni Calì: «Venite in tanti perché è fondamentale che si divulghi, nella maniera più capillare possibile, il messaggio sulla sicurezza stradale.
Sarà una partita per la vita».

di Tiziana Campo

 

 

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“30 ore per non rischiare”: parte il progetto a Catania

Venerdi 20 Aprile 2012 – Presa Diretta –

E’ partito con una riunione operativa tenutasi nella sede catanese dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, alla presenza del Servizio regionale di Protezione civile della provincia di Catania e delle associazioni di volontariato di protezione civile coinvolte, il progetto “30 ore per non rischiare” che, per la prima volta in Sicilia, vedrà anche alcune parrocchie della zona etnea interessate da un’esercitazione di protezione civile.
L’iniziativa è promossa da Federmisericordie Sicilia, Anpas, progetto Fir e dal Centro di Servizio per il Volontariato Etneo, con il patrocinio ed il coordimanento del Drpc – servizio provinciale di Catania, il supporto scientifico dell’Ingv – sezione di Catania, ed il contributo a vario titolo delle istituzioni statali e comunali del sistema locale di Protezione civile.
L’idea nasce dalla necessità di diffondere e sensibilizzare parte della popolazione che sfugge ai canali più tradizionalmente utilizzati, le scuole in primo luogo. Gli organizzatori hanno quindi ritenuto di coinvolgere alcune parrocchie, considerate tra i principali luoghi di aggregazione, delle Diocesi di Acireale e Catania. Ad essere interessate sono alcune delle aree in cui anche negli ultimi anni si sono verificati eventi sismici di notevole intensità: sul versante nord Bronte e Randazzo, sul versante sud Nicolosi, Mascalucia, Pedara, Trecastagni, Viagrande, Paternò.
La prima parte del progetto consiste in iniziative volte alla divulgazione, informazione e formazione della popolazione sui rischi del territorio ed in particolare sulle procedure da adottare in caso di emergenza, attraverso una serie di incontri nelle parrocchie tenuti da rappresentanti del sistema di Protezione civile: il primo si terrà oggi alle 19.30 nella chiesa di S. Alfio a Trecastagni, domani sarà la volta di Randazzo, e così via per tutto il mese prossimo. Successivamente, si potrà procedere alla verifica dei piani comunali di Protezione civile e delle relative aree di emergenza.
Infine, in alcune chiese del territorio, il 16 e 17 giugno saranno effettuate prove di evacuazione e si attiveranno la colonna mobile del volontariato Federmisericordie, Anpas e Fir – Forza intervento rapido. L’esercitazione, cui parteciperanno circa 500 volontari, oltre ai funzionari dei soggetti coinvolti, con la mobilitazione di una cinquantina di mezzi di soccorso, punterà a verificare la capacità di risposta all’evento calamitoso da parte della popolazione e la relativa pianificazione di emergenza a livello comunale e sovracomunale.

Centro di Servizio per il Volontariato Etneo

www.csvetneo.org – segreteria@csvetneo.org

 

Il Giornale della Protezione Civile

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Corso UNICEF 2012 all’Università di Catania

III Corso Multidisciplinare UNICEF di Educazione allo Sviluppo

“Facilitare la conoscenza della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, strumento fondamentale per un mondo a misura di bambino”

Anno Accademico 2011/2012

Sta per iniziare il III Corso Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo“Facilitare la conoscenza della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, strumento fondamentale per un mondo a misura di bambino”, organizzato dal Comitato Provinciale di Catania per l’UNICEF in collaborazione con il Centro Orientamento e Formazione dell’Università degli Studi di Catania.

Il Corso si rivolge in particolare agli studenti universitari e neolaureati di tutte le facoltà dell’Università degli Studi di Catania, non escludendo la possibilità di studenti iscritti ad altri Atenei italiani, ai Docenti referenti UNICEF delle scuole di ogni ordine e grado, agli operatori socio-assistenziali e agli studenti degli Istituti Psico-pedagocici della provincia di Catania, e a tutti coloro interessati alle tematiche trattate, fino ad un massimo di 200 partecipanti. Il 70% dei posti è riservato agli studenti universitari e ai neolaureati e il rimanente 30% ai Docenti Referenti UNICEF, alle studentesse e agli studenti dei Licei e degli Istituti superiori e a tutte le altre categorie.

Il Corso, che si articola in 10 incontri pomeridiani della durata di 3 ore ciascuno, avrà cadenza settimanale e si svolgerà dal 28 marzo al 30 maggio 2012 presso l’Aula Magna del Liceo Statale “G. Lombardo Radice”, in Via Imperia, 21 a Catania dalle ore 16,30 alle ore 19,30.

Al termine del Corso verrà rilasciato un Attestato di partecipazione solo a chi avrà seguito almeno 8 incontri su 10. L’attestato potrà essere presentato per il riconoscimento di crediti formativi. E’ stato richiesto il riconoscimento dei crediti formativi  universitari a tutti i Dipartimenti.

Modalità di iscrizione

Per essere ammessi al Corso occorre compilare la scheda di iscrizione (a fondo pagina trovi le schede: compila quella della categoria a cui appartieni) e versare uncontributo di 25 € direttamente presso il Comitato Provinciale di Catania per l’UNICEF, in via Montesano, 15 (nei pressi della Prefettura).

La quota di partecipazione è finalizzata alla parziale copertura delle spese di organizzazione e del materiale di documentazione che sarà distribuito durante gli incontri.

La Segreteria organizzativa UNICEF (tel. 095320445 – fax 0957151638) osserva i seguenti orari: dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

E’ possibile prei-scriversi, inviando una e-mail all’indirizzo: comitato.catania@unicef.it  indicando cognome, nome, categoria di appartenenza e recapiti telefonici. In assenza di una sola delle indicazioni, la domanda non sarà presa in considerazione.

Le pre-iscrizioni dovranno essere formalizzate presso il Comitato Provinciale di Catania per l’UNICEF entro e non oltre cinque giorni dal loro invio e, comunque, non oltre le ore 12.00 di sabato 24 marzo 2012.

Programma

28 marzo – Apertura dei lavori e saluti delle Autorità
Pietrina Paladino
: Dirigente del Liceo Statale “G. Lombardo Radice” – Catania

Presentazione del Corso
Vincenzo Lorefice
: Presidente del Comitato Provinciale di Catania per l’UNICEF


“Riflessioni sulla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e sul modello di Equity Approach”

Le principali strategie di equità per l’infanzia nelle 4 aree chiave: sopravvivenza e sviluppo, HIV e AIDS, istruzione di base e parità di genere, protezione.

La Dichiarazione di Alma Ata.
Davide Cavazza: Responsabile area rete comitati provinciali e regionali, Comitato Italiano per l’UNICEF

 Video UNICEF: “I grandi momenti della storia dell’UNICEF”

4 aprile – “La sicurezza del bambino fuori e dentro le mura domestiche”

Infanzia violata. Strumenti europei e italiani per contrastare la tratta, lo sfruttamento e gli abusi sessuali
Marcello 
La Bella: Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, Dirigente Compartimento “Sicilia Orientale” Polizia Postale e delle Comunicazioni – Catania

La tecnica del Babyproofing e la sicurezza dei bambini tra le mura domestiche

Giuseppe Mazzola: Segretario Provinciale F.I.M.P., Federazione Italiana Medici Pediatri – Catania


11 aprile – “La salute, prima di tutto”

”Latte materno come “sistema biologico”
Angela Motta: Direttore l’UOC Neonatologia – TIN Azienda “Garibaldi-Nesima” di Catania

Il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno. Le violazioni e i conflitti d’interesse

Grazia De Fiore: Consulente Professionale in allattamento Materno IBCLC.

La campagna UNICEF di sensibilizzazione e di invito all’azione: “Vogliamo ZERO”.

Susanna Bucci: Direttore Comunicazione, Comitato Italiano per l’UNICEF

Video UNICEF: “Repubblica Centro Africana. L’Ospedale di Ndele”


18 aprile – “La povertà dei bambini e degli adolescenti in Italia e nel mondo”

Dalla decolonizzazione alla globalizzazione. I conflitti e le emergenze visti dal Sud del Mondo.
Nunzio Famoso: DOPreside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Docente di Geografia, Dipartimento di Scienze Umane – Università degli Studi di Catania

Analisi della povertà: questioni di misura e progressi nel raggiungimento degli obiettivi del millennio.

Iuri Peri: Docente di Storia dell’ambiente e del paesaggio rurale, Dipartimento di Scienze Economico-Agrarie ed Estimative – Università degli Studi di Catania

Il progetto UNICEF: “Per una strategia di contrasto alla povertà dei bambini e degli adolescenti in italia”.

Laura Baldassarre: Responsabile advocacy istituzionale, Comitato Italiano per l’UNICEF

26 aprile – “Il confronto, strumento di cambiamento e di progresso sociale.”

Immigrati, stereotipi e pregiudizi.
Rosalba Perrotta: Docente di Sociologia – DAPPSI, Dipartimento di Analisi dei Processi Politici, Sociali ed Istituzionali – Università degli Studi di Catania.

La Campagna dell’UNICEF Italia: “IO come TU, mai nemici per la pelle”, per sviluppare e approfondire il tema dell’Equity.

Video collection UNICEF: “Io come Tu”

Marta Fiasco: Ufficio coordinamento campagne, Comitato Italiano per l’UNICEF

Interdipendenza, dissoluzione dei confini geografici e società interculturale tra antiche paure e opportunità nascoste.

Santo Di Nuovo: Docente di Psicologia, Dipartimento di Scienze della Formazione – Università degli Studi di Catania

2 maggio – “Pregiudizi, discriminazioni, esclusione sociale. Il ruolo dei media e l’impegno di ciascuno”

Luci ed ombre nella costruzione dell’immagine del diverso e di una rappresentazione socialmente condivisa.
Graziella Priulla: Docente di Sociologia dei Processi culturali – DAPPSI, Dipartimento di Analisi dei Processi Politici, Sociali ed Istituzionali – Università degli Studi di Catania

Media, multiculturalità e rischio di omologazione.

Rosaria Sardo: Docente di Linguistica Italiana, Dipartimento di Scienze Umanistiche – Università degli Studi di Catania

Multiculturalità e strategia di “positivazione” per la costruzione di un’immagine dei giovani immigrati. Un caso di ricerca su due comunità virtuali.

Augusto Gamuzza: Assegnista di ricerca in Sociologia Generale – Dipartimento di Processi Formativi – Università degli Studi di Catania.

9 maggio – “Barriere architettoniche e sociali e marginalità. L’impegno delle professionalità e delle istituzioni”

Lo stato di applicazione delle normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche a Catania. I problemi della realtà dell’handicap.
Luigi Longhitano: Presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Catania

Le attività istituzionali d’inclusione e di integrazione degli stranieri nella Città di Catania.
Angela Saitta: Funzionario Progetto immigrati-Casa dei Popoli. Comune di Catania

Diritto alla vita. Rischi e speranze per i bambini con disabilità e i loro fratellini. Il progetto ANFFAS
Antonella Di Blasi: Presidente ANFFAS Onlus Catania, Associazione Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e Relazionale.

16 maggio – “Barriere culturali e lotta all’esclusione. Diritti, doveri e appartenenze”

Figli di immigrati, nati in Italia. Cittadini italiani, quando e come?
Liana Maria Daher: Docente di Sociologia, Dipartimento di Scienze della Formazione – Università degli Studi di Catania

I diritti sociali dei minori non cittadini nella giurisprudenza costituzionale: istruzione, assistenza sociale e salute.

Giuseppe Chiara: Docente di Diritto Costituzionale – Dipartimento del Seminario Giuridico – Università degli Studi di Catania

Associazioni criminali e minori migranti.

Salvatore Aleo: Docente di Diritto Penale – Dipartimento di Analisi dei Processi Politici Sociali ed Istituzionali – Università degli Studi di Catania

23 maggio – “A scuola, comunque”

La scuola in ospedale e a domicilio: fra diritto alla salute e diritto all’istruzione.
Pietrina Paladino: Dirigente del Liceo Statale “G. Lombardo Radice” – Catania

Una scuola a misura di bambino, anche per i migranti. L’esperienza del progetto LAPOSS. 

Antonella Agodi: Docente di Igiene e sanità Pubblica – Dipartimento “G. F. Ingrassia” – Università degli Studi di Catania

La robotica in ospedale.

Laura Le Metre: Docente di scuola primaria presso l’Istituto Comprensivo Statale “Diaz–Manzoni”, Plesso Policlinico Universitario – Catania

Al di là dell’istruzione. L’educazione non formale e gli strumenti di apprendimento e di formazione nei progetti UNICEF.

Manuela D’Alessandro: Programma Scuola e Università, Comitato Italiano per l’UNICEF.

30 maggio – “Solidarietà e giustizia tra i popoli. La cooperazione allo sviluppo”

La Cooperazione allo Sviluppo. Il difficile percorso di riforma della legislazione italiana.
Rosario Sapienza: Docente di Diritto Internazionale, Dipartimento del Seminario Giuridico Università degli Studi di Catania

La globalizzazione e la partecipazione dei giovani nei processi di sviluppo

Gianfranco Rotigliano: già Direttore Regionale UNICEF per l’Africa Centrale e Occidentale.

Interventi programmati sui temi della sessione: Daniel De LiquoriAdriana MedicoFilippo Palmisciano e Ivana Santonocito, giovani volontari del gruppo “Younicef for Unicef” della provincia di Catania.

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Ultime news : DIMENSIONAMENTO SCUOLE A.S.2012/13 – REGIONE SICILIA

 L’Assessore Regionale dell’Istruzione e della F.P. della Sicilia Prof. Mario Centorrino in data 04/04/2012 pubblica il D.A. n. 1103 del 30/03/2012 con il quale modifica parzialmente il proprio D.A. n. 806 del 06/03/2012 riguardante il dimensionamento delle scuole per l’a.s.2012/2013 —->Continua  a leggere….

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Il piano di dimensionamento delle Scuole Siciliane coinvolge per l’a.s.2012/13 parecchie Istituzioni Scolastiche.

L’Assessore Regionale dell’Istruzione e della F.P. Regione Sicilia Prof.Mario Centorrino firma il D.A. n°806 del 06/03/2012 (tutte le province Siciliane) riguardante gli interventi di razionalizzazione e dimensionamento della rete scolastica della Sicilia.

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Qui di seguito viene riportato lo schema riguardante la Provincia di Catania

 

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Marcello Carucci, Il Professor Biker racconta le proprie avventure in Sicilia nell’incontro previsto per il prossimo 25 Febbraio 2012 presso i locali della Sala Messina di via Calderai a Giarre, in provincia di Catania.

Sarà lo special guest dell’incontro dei Motociclisti Ambasciatori di Pace nel mondo. Marcello Carucci dalla scuola media dei Due Leoni riporta le sue esperienze il 25 febbraio a Giarre, in provincia di Catania

di Mauro Cifelli 21/02/2012

 Ha percorso in solitaria alla sua moto oltre un milione di chilometri. Viaggi in giro per vari Continenti 28 anni fa e da allora mai terminati che hanno portato Marcello Carucci, 54enne insegnante di educazione fisica alla scuola media di via San Biagio Platani ai Due Leoni a macinare chilometri tra l’Europa, il nord Africa, il Medio Oriente e l’AsiaProfessor Biker che sarà l’ospite d’eccezione dell’incontro previsto per il prossimo 25 febbraio presso i locali della Sala Messina di via Calderai a Giarre, in provincia di Catania.

AMBASCIATORI DI PACE NEL MONDO: Promosso e organizzato dall’Associazione Motociclistica onlus ‘Aquile dello Jonio’, la conferenza si terrà a partire dalle 19. ‘Viaggiare in moto tra cultura, conoscenza e solidarietà. Il Motociclista ambasciatore di Pace nel mondo‘. Questo il nome del dibattito con motociclisti, viaggiatori e amici uniti da un solo ideale: “La pace e la fratellanza tra i popoli“. Ospiti della serata Vittorio CocimanoAnna Cristina Siragusa e Marcello Carucci, che racconterà i suoi viaggi in moto, ai confini del continente, al’insegna della fratellanza e della pace, attraverso la conoscenza diretta dei luoghi, delle persone e delle culture.

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