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CVitae

 

Che cos’è


Il Curriculum Vitae (d’ora in poi CV) è il documento con cui ci si propone al mercato del lavoro
con l’obiettivo di promuovere la propria candidatura. Il Curriculum racconta chi sei, cosa hai fatto e
a che cosa aspiri ed è il documento che, in una o due pagine al massimo, deve riuscire a catturare
l’attenzione del potenziale datore di lavoro o secondo i casi del selezionatore del personale di
un’azienda al quale intendi proporre la tua candidatura. Contiene informazioni anagrafiche e
scolastiche nel caso di una persona senza esperienza, mentre è focalizzato soprattutto sulle
competenze e conoscenze nel caso di chi ha già lavorato
.
A cosa serve
Il curriculum è la carta d’identità professionale con cui ci si propone al mercato del lavoro.
Importante scriverlo focalizzando gli aspetti fondamentali perché dalla sua rapida lettura (tieni
presente che il tempo medio che gli viene dedicato è di 2/3 minuti) dipenderà un eventuale
successivo colloquio di approfondimento. Per valorizzare la propria esperienza e le competenze è
quindi indispensabile saper sintetizzare con efficacia la propria storia, ma anche trovare ogni volta
un «aggancio» diverso in relazione a quelli che si sanno (o si intuiscono) essere i bisogni del
destinatario e quindi le esigenze specifiche delle diverse aziende e posizioni per le quali ci si
propone.
Come si scrive
L’obiettivo del tuo CV non è quello di procurarti il lavoro, ma di farti ottenere il colloquio e, in
seguito, di fare in modo che la persona che hai incontrato si ricordi di te. Tieni sempre presente che
il CV non lo scrivi per te, ma per chi lo leggerà. Perciò, mentre lo scrivi, cerca di metterti nei panni
di chi dovrà leggerlo. Fermo restando che il CV ideale, che vada bene per tutte le occasioni, non
esiste e che invece va sempre personalizzato in relazione alla azienda alla quale ti rivolgi. Esistono,
tuttavia, delle regole generali sempre valide che ora andremo ad elencare, anche se, tienilo sempre
ben presente, sono in ogni modo da leggere con spirito critico e da interpretare in modo flessibile.
Nella stesura di un CV sono due gli aspetti a cui prestare attenzione: la forma (come scrivere), e il
contenuto (cosa scrivere).

La forma –
Da quanto detto finora avrai capito che il CV è un importante “salvacondotto” per il mercato del
lavoro, guai dunque se la sua qualità formale lascia a desiderare: in questo caso la forma è
sostanza. Se è vero, infatti, che un curriculum ben scritto non è sufficiente per trovare una
occupazione è altrettanto vero che spesso esperienze e competenze interessanti vengono mortificate
con una cattiva presentazione impedendo al selezionatore di cogliere l’effettivo valore di una
candidatura. Troppo spesso si lascia a chi ci legge l’incombenza di scremare fra le informazioni
riportate quelle importanti e quelle che non lo sono. Dobbiamo, quindi, saper presentare la nostra
preparazione nel modo migliore (scelta delle informazioni, linguaggio, spazio) affinché chi ci legge
possa ritenere interessante la nostra preparazione e quindi incontrarci.
Il CV dunque deve essere funzionale ad una lettura veloce: chiaro, snello, piacevole.
Il CV va scritto con il computer attraverso un programma di videoscrittura se non vi siano
richieste in senso contrario nell’annuncio a cui rispondete (nei rari casi in cui ciò si verifica è perché
l’azienda intende sottoporre il testo ad un’analisigrafologica).
Ecco allora alcuni consigli utili per la stesura:

Se hai poca dimestichezza con il computer utilizza i modelli predisposti dai più comuni
programmi di videoscrittura (es. Word di office 2000);


La cosa migliore è scrivere e stampare il CV con inchiostro nero su tradizionale carta bianca di
formato UNI A4. La lettera d’accompagnamento andrebbe stampata allo stesso modo;


Organizza il CV in modo ordinato, il documento non deve superare le due pagine;

Evita i margini troppo abbondanti o troppo ridotti;

Rinuncia a scrivere paragrafi troppo lunghi – meglio essere concisi;

Il grassetto può essere efficace, se lo usi in maniera oculata;

Vanno bene i caratteri standard del tipo Arial e Times New Roman;

Non utilizzare un corpo del carattere inferiore agli 11 punti;

Fai un controllo ortografico e tipografico: anche se è qualcun altro a battere il CV, la
responsabilità per gli errori è TUA. Non fidarti del controllo ortografico del computer. Se non sei
sicuro di una parola, ricorri al dizionario. La trascuratezza e la mancanza di attenzione potrebbero
venire fortemente penalizzate;

Rileggi attentamente quanto scritto, anche a distanza di un giorno dalla stesura, e se puoi fallo
leggere anche a qualche amico che ti può aiutare a trovare qualche eventuale errore;

Ricordati sempre di apporre in fondo al CV la data e la tua firma a penna;

Ricordati di concedere l’autorizzazione a utilizzare i dati personali contenuti nel Curriculum ai
sensi dell’art.13 del D.Lgs. 196/03 (nota come legge sulla privacy).

Quali contenuti inserire –
Non è facile riassumere in una “mini-biografia” la varietà degli aspetti che ci contraddistinguono
come individui unici. Fortunatamente, però, le aziende non hanno particolare interesse a sapere
molte cose su di noi e perciò i punti da trattare nel curriculum vitae sono in definitiva pochi. In
genere un CV si suddivide nelle seguenti sezioni.

1 dati personali: comprendono l’indicazione di nome e cognome, data e luogo di nascita, stato
civile, indirizzo e tutte le informazioni necessarie per essere contattati (telefono fisso e mobile,
indirizzo e-mail, …); la nazionalità va indicata so lo se diversa da quella dello Stato in cui l’azienda
a cui vi rivolgete ha sede. In questa sezione si può aggiungere l’assolvimento degli obblighi di leva
e qualora la mansione per la quale ci si candida lo richieda, il possesso della patente di guida o la
disponibilità a trasferirsi.

.2 studi compiuti: in questa sezione vanno indicati tutti i titoli di studio conseguiti adottando un
criterio anticronologico, segnalando, dunque, per primo l’ultimo titolo ottenuti e poi, procedendo a
ritroso, tutti gli altri; es: 1) master, 2) laurea, 3) diploma di scuola media superiore. Non va
segnalato il diploma di scuola media inferiore a meno che non sia l’unico conseguito. Per ogni titolo
vanno indicati: l’anno del conseguimento, l’istituto che lo ha rilasciato ed il voto. I laureati devono
tassativamente indicare solo il voto di laurea ed il titolo della tesi mentre il voto di maturità
conviene specificarlo solo se molto positivo.

.3 corsi di formazione e specializzazione: vanno indicati il titolo del corso, la sua durata, l’ente
organizzatore e la votazione ottenuta, se prevista. Anche qui dobbiamo decidere quale rilievo dare
alle esperienze maturate, a seconda del destinatario del nostro messaggio.

.4 occupazione attuale e/o esperienze professionali : Inserisci le informazioni seguenti, a partire
dal tuo lavoro attuale o da quello più recente:
a) Date: Cita da/a soltanto in anni, per esempio 1999-data, 1996-98
b)Azienda e sede (solo il nome della città o del paese): non tutti lavorano per un’azienda nota.
Perciò, sotto il nome dell’azienda, è possibile fornire una breve descrizione della sua attività
primaria e del suo fatturato annuo. Per esempio: “Una delle principali aziende plastiche, con 3.000
dipendenti dislocati in quattro unità produttive diverse.”. Chi legge potrà fare rapidi confronti sulla
dimensione e sulla complessità dell’azienda, sul numero di dipendenti, sulla complessità delle sfide,
sulla sua posizione di mercato.
c) Denominazione della mansione svolta: sotto questa voce dovrai spiegare in breve la tua
“funzione”, cioè il tipo di impiego da te svolto. Il contenuto di questa sezione va selezionato con
estrema cura: menziona i compiti e le responsabilità principali del tuo ruolo, comprese le cose che ti
piace fare e che sai fare bene. E’ consigliabile qui omettere le cose che fai ma che non ti piacciono
particolarmente, a meno che non siano una parte essenziale del lavoro a cui aspiri.
L’illustrazione delle tue mansioni non deve superare le 4-5 righe.
d)Risultati e/o realizzazioni professionali: sono i risultati che, potenzialmente, ti distinguono (a
livello quantitativo e/o qualitativo)

5.conoscenza lingue straniere: per ogni lingua conosciuta occorre indicare il livello della lettura,
della comprensione ed espressione orale. Di norma la scala di valutazione comprende i seguenti 5
livelli: madrelingua; ottimo (se siete in grado di redigere rapporti scritti, oltre che di esprimervi
fluentemente); buono (se potete leggere testi di una certa complessità, sostenere una conversazione
e scrivere con l’aiuto di un dizionario); discreto (se vi esprimete e capite in modo accettabile);
scolastico (se conoscete i rudimenti della lingua). Se hai conseguito diplomi di lingua riconosciuti
internazionalmente, segnalalo, indicando anche ente erogatore e data di conseguimento. In questa
sezione, ovviamente, vanno anche indicati eventuali soggiorni all’estero per motivi di studio.
6.conoscenze informatiche: linguaggi di programmazione, sistemi operativi e capacità di utilizzo
dei principali pacchetti software, esperienze specifiche su programmi grafici, gestionali, database,
etc.. Indicare i corsi di formazione frequentati e le eventuali attestazioni ottenute (es. patente
europea del computer ECDL).
7.interessi extraprofessionali o extrascolastici: Non sottovalutare questa sezione perché ti può
permettere di supplire a qualche carenza in ambito professionale: infatti le aziende apprezzano la
capacità di lavorare in gruppo, la leadership o le capacità organizzative che spesso si acquisiscono
con attività sportive o con ruoli di responsabilità in associazioni. Pertanto non avere remore ad
indicare attività di volontariato, attività culturali e sociali, pratiche sportive, hobby;

8.progetti per il futuro: ambizioni, aspirazioni culturali, aspirazioni lavorative e motivazioni che
le sottendono.

Che cosa occorre evitare

Non alleghiamo la foto a meno che non sia espressamente richiesto;

L’indicazione di dati fisici o la specificazione dello stato di buona salute;

Alleghiamo le referenze solo se sono richieste e comunque referenze professionali e non
personali;

Non parliamo mai di soldi, soprattutto per lettera;

L’invio di copie (o peggio degli originali) di titoli di studio, a meno che non vengano richiesti
esplicitamente;

Inviamo il documento a ‘persone’ e non a enti, aziende, organizzazioni astratte;

Meglio essere diretti, scrivetelo in prima persona, evitando la terza persona parlando di noi
stessi, mettiamo prima il nome e poi il cognome;

Evitiamo gli errori di ortografia, per distrazione, per ignoranza o perché ci avventuriamo nello
scrivere parole straniere. Quindi rileggiamo con cura quanto scritto;

Le bugie hanno spesso le gambe corte, evitiamo quindi di mentire, saremmo smascherati
durante il colloquio;

Non facciamo gli arroganti scrivendo ad esempio: “solo con un colloquio vi renderete conto
delle mie effettive capacità”, la supponenza è sempre fastidiosa;

In un curriculum non dovrebbero esserci vuoti temporali troppi lunghi tra un’occupazione e
l’altra o tra il conseguimento di un titolo di studio e l’altro. Se questo capita dobbiamo spiegare cosa
è successo;

Trascura le informazioni irrilevanti o negative.

A chi spedirlo. Ovvero come farsi leggere?
Purtroppo, molti CV non vengono neppure aperti. Il nostro primo obiettivo, dunque, deve essere
quello di essere almeno presi in considerazione. Vi sono alcuni semplici accorgimenti che
aumenteranno le nostre “chances”:

Attenzione all’indirizzo-
Molti CV non vengono letti, semplicemente, perché non ricevuti in quanto spediti all’indirizzo
sbagliato. Infatti a volte si guarda l’indirizzo delle aziende alla sede locale della azienda che volete
contattare mentre magari l’Ufficio del Personale si trova presso la casa madre.

Indirizzalo, possibilmente, ad una persona, non ad una “entità”-
Individuare il nome del vostro interlocutore non è importante solo per superare questa prima
barriera, ma anche per stabilire un contatto più personalizzato ed efficace. Il selezionatore che legge
una lettera indirizzata a lui personalmente sarà inevitabilmente più attento: avrà tra l’altro sempre il
dubbio che la persona in qualche modo lo conosca.
Anche individuare l’esatto titolo della posizione (in genere, responsabile della selezione) è utile:
evita che finisca sui tavoli sbagliati (mandarla direttamente al Direttore del Personale è inutile, a
meno che abbiate un curriculum davvero prestigioso o che l’azienda sia piccola), e inoltre dà una
immagine di persona preparata e precisa.

Come procurarsi nome e titolo degli interessati?-
Attraverso le numerose pubblicazioni che li riportano (articoli sulle pagine specializzate dei
giornali, career books ecc.) o provando, semplicemente, a telefonare e a chiedere.

Spediscilo al momento giusto-
Non esiste di solito una rigida tempificazione delle assunzioni, da parte delle aziende. Di norma, le
ricerche iniziano nei primi mesi dell’anno, una volta ufficializzate le esigenze per l’anno in corso. Il
periodo migliore per spedire i CV è dunque febbraio-marzo, anche se le ricerche proseguono poi per
tutto l’anno, con un leggero calo a giugno-luglio, per non assumere in periodi ferie delle vacanze,
ed una buona ripresa a settembre. Verso fine anno c’è spesso un secondo rallentamento, in quanto si
preferisce rinviare a gennaio le assunzioni previste per novembre o dicembre. E’ consigliabile
quindi, rinviare il CV, magari con la scusa di un piccolo aggiornamento, un semestre dopo la prima
spedizione.
Seguono ora alcuni esempi di Curriculum Vitae da considerare solo semplici esemplificazioni da
utilizzare come spunto per la tua personalissima creazione.


                                                                                                                                                                         

europass

Cos’è il Curriculum Vitae Europeo?


È uno strumento di trasparenza a favore della mobilità dei cittadini.
Il Curriculum Vitae Europeo è uno degli strumenti che possono essere utilizzati
per facilitare e favorire la mobilità delle persone.
Ancora oggi, malgrado la libera circolazione sia ormai definita in termini di
condizioni giuridiche e diritti costituiti, il cittadino europeo rischia di non
vedere riconosciute le proprie qualifiche e competenze in un paese diverso da
quello in cui sono state maturate.
La situazione è ulteriormente complicata dalla proliferazione di titoli a
livello mondiale e dai continui cambiamenti nei sistemi nazionali delle qualifiche,
negli ordinamenti scolastici ed universitari.
Per risolvere questo problema, negli ultimi anni l’Unione europea ha proposto
vari strumenti volti a favorire la trasparenza e il riconoscimento delle
qualifiche, dei titoli accademici e professionali, in modo da consentire ai
cittadini di presentare e utilizzare le proprie competenze in Europa, indipendentemente dal luogo e dal contesto nel quale sono state acquisite.
Il Curriculum Vitae Europeo costituisce un’opportunità importante:
• per l’individuo che aspira a trovare un posto di lavoro, e/o proseguire il
suo percorso di formazione, in quanto permette di valorizzare e dare notorietà
anche ai percorsi di apprendimento non formali;
• per le aziende e gli istituti di istruzione/formazione che hanno la possibilità di riconoscere con maggior chiarezza il possesso di conoscenze, abilità
e competenze, indipendentemente dalle modalità con cui sono state acquisite e dalle qualifiche o titoli professionali posseduti dai singoli cittadini.
Il Curriculum Vitae Europeo costituisce un modello comune di riferimento per fornire e reperire informazioni sui percorsi formativi compiuti e
sulle esperienze lavorative capitalizzate nel tempo.
L’obiettivo è quello di consentire a tutti i cittadini europei di riconoscere e valorizzare le proprie competenze per proporsi o riproporsi sul mercato
del lavoro e della formazione con un curriculum più trasparente e spendibile in tutto il territorio dell’Unione.
Il Curriculum Vitae Europeo accoglie in pieno le indicazioni politiche proposte dall’Unione europea in tema di sviluppo delle risorse umane, che vanno dalla necessità di considerare l’intera esperienza di una persona in una logica di formazione per tutta la durata della vita, alla visibilità delle competenze ritenute utili per lavorare nella società attuale.
Il Curriculum Vitae Europeo, infatti, prende in considerazione:
• sia la formazione iniziale, che le esperienze di vita e di lavoro;
• sia le competenze maturate a scuola o in un ambiente formativo, che
quelle acquisite nella vita professionale e sociale;
• sia le competenze tecnico-professionali tradizionali, che quelle utili nelle
nuove forme di organizzazione del lavoro e nelle nuove professioni (competenze relazionali, organizzative, ecc.).
Il Curriculum Vitae Europeo è uno strumento a disposizione di tutti i cittadini.
Non è un certificato, bensì una dichiarazione autocertificata e volontaria.
Il CVE fornisce informazioni su:
• competenze linguistiche;
• esperienze lavorative;
• qualifiche e titoli di istruzione e formazione;
• abilità e competenze acquisite anche al di fuori dei percorsi formali di formazione.
L’adozione di un formato standard per tutti i paesi elimina le barriere poste dai diversi metodi istituzionali e nazionali di riconoscimento delle competenze, permettendo alle persone di esprimere la propria storia ed esperienzain modo comprensibile per tutti.

Per la compilazione del CVitae puoi consultare i 2 allegati

 

Collegamento

Brochure dell’ Europass Curriculum Vitae

 

   Manuale d’uso

 

 

Usando il modello di Europass CV

Vi sono tre opzioni possibili:

Create il vs. CV on-line

seguendo istruzioni ed esempi. Riceverete poi elettronicamente il CV completo (scaricandolo o via e-mail).

Scaricate i documenti Europass CV

(modello in bianco, istruzioni e esempi). Userete poi tali informazioni per creare il vs. CV sul vs. computer.

Aggiornate il vs. Europass CV (Europass XML / Adobe® PDF+Europass XML)

Disponete già di un Europass CV in formato Europass XML / Adobe® PDF+Europass XML?
Se si, allora potrete caricarlo dal vs. computer e aggiornare i vs. dati. I vs. dati personali saranno inseriti automaticamente nel sistema.

 

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