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L’Etna è ufficialmente candidato per entrare a far parte della “World Heritage List” dell’Unesco, dunque a diventare un sito naturale del Patrimonio Mondiale dell’Umanità

10 Apr

‘L’Etna è il più alto vulcano attivo d’Europa, uno dei più grandi e attivi in tutto il mondo’
www.parcoetna.ct.it

L’Etna è stato ufficialmente inserito nella Lista propositiva (“tentative list”) dei siti naturalistici per il Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La candidatura, da tempo lanciata dal Parco dell’Etna e sostenuta con forza dal Ministero dell’Ambiente e dall’IUCN (l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura), è stata iscritta dalla Delegazione permanente italiana presso l’Unesco il 26 gennaio scorso. Della tentative list fanno parte quei siti che gli Stati proponenti ritengono di eccezionale valore universale e quindi adatti per il successivo inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, la “World Heritage List” dell’Unesco.

“Si tratta del primo, positivo passaggio di un iter che sarà ancora certamente lungo e complesso, ma anche del riconoscimento formale da parte del Ministero dell’Ambiente del valore “universale” di un sito come l’Etna, simbolo dell’Italia nel mondo e straordinaria attrazione turistica per le sue peculiarità naturalistiche e culturali”, sottolinea con grande soddisfazione Ettore Foti, commissario straordinario del Parco dell’Etna.

Ed è anche il primo traguardo di un percorso avviato alcuni anni addietro, i cui protagonisti attivi, insieme al Parco, sono la Regione Siciliana, la Provincia Regionale, i Comuni del territorio, le associazioni, le forze culturali, le istituzioni e gli altri attori locali, impegnati per raggiungere un obiettivo che avrebbe formidabili ricadute per il territorio in termini di immagine, di promozione e di fruizione turistica, di crescita economica. L’Assessore Regionale del Territorio e Ambiente Gianmaria Sparma ha accolto con soddisfazione la notizia e ha assicurato pieno sostegno per raggiungere celermente l’obiettivo finale, cioè l’inserimento dell’Etna nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.FOTO_ETNA_VISTA_DA_EST

L’idea di un percorso comune tra istituzioni e società civile era stata di recente rilanciata dal Parco, da Legambiente, dalla Sovrintendenza di Catania, dall’Azienda Foreste e dalla Fondazione Unesco Sicilia in un incontro organizzato nell’ambito della manifestazione “Salvalarte Sicilia”. “Finalmente l’Etna entra nella lista propositiva, abbiamo raggiunto il primo obiettivo importante – commenta Gianfranco Zanna, responsabile per i Beni Culturali di Legambiente e del progetto Salvalarte – Adesso tutti insieme dovremo rimboccarci le maniche per far sì che il grande vulcano, che rappresenta un unicum di straordinario interesse scientifico e naturalistico, venga dichiarato in tempi brevi Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

LA MOTIVAZIONI – Come si legge nella scheda del sito ufficiale dell’Unesco, ecco le “motivazioni di eccezionale valore universale” alla base dell’inserimento dell’Etna nella lista propositiva:

“L’Etna è più alto vulcano attivo d’Europa, uno dei più grandi e attivi in tutto il mondo e offre diverse bocche che comprendono una vasta gamma di caratteristiche vulcaniche di facile accesso da parte dei visitatori e dei ricercatori;

l’Etna ha eruttato molte volte nella storia umana, la sua intensa e persistente attività vulcanica è alla base di miti, leggende e osservazione naturalistica sin dai tempi classici. Di conseguenza, l’Etna è stato conosciuto, studiato e visitato da innumerevoli studiosi e turisti da tutto il mondo;

l”Etna è riconosciuto a livello mondiale sulla base della sua notorietà, importanza scientifica, il valore culturale ed educativo, fenomeni naturali superlativi ed eccezionale importanza estetica come simbolo del sito di origine vulcanica;

l’Etna è stato, ed è tuttora, un importante centro di ricerca internazionale con una lunga storia di influenza sulla vulcanologia, la geologia e la geomorfologia.

L’Etna è dunque un esempio unico di laboratorio naturale scientifico terrestre su aree vulcaniche per lo studio del processo di colonizzazione su superfici nuove di piante e animali della regione biogeografia sia europea, che mediterranea”.

Fonte di provenienza dell'articolo

Leggi il comunicato stampa e scarica la lettera ufficiale.

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